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Riuscire a realizzare il sogno di una coppia non è semplice, e per noi la differenza l’ha fatta la Dottoressa Monica Antinori. Una guida presente, attenta, capace di unire grande professionalità e umanità. È stata un’esperienza speciale, non solo per il risultato ma per come siamo stati accompagnati in ogni fase. Attorno a lei c’è un’équipe che lavora con cura e mette al centro le persone, e questo in un percorso così delicato è fondamentale.

La mia storia inizia con un’operazione di riduzione gastrica. Avevo deciso di operarmi proprio pensando al futuro, perché sapevo che una condizione di obesità avrebbe reso problematica la ricerca di una gravidanza. In seguito all’intervento ho perso peso e la mia condizione clinica è migliorata, con un ciclo regolare e senza particolari problemi.

Dopo il matrimonio, fatto circa 4 anni fa, abbiamo iniziato a cercare una gravidanza, ma non arrivava. Avevo 34 anni, mio marito 44, quindi sapevamo che il tempo era importante. A un certo punto ho detto: “Facciamo dei controlli, non voglio aspettare troppo”.

Dalle analisi è emerso che c’era una problematica maschile: pochi spermatozoi e poco mobili. Una situazione che inizialmente abbiamo vissuto male, soprattutto mio marito, che si è sentito molto in colpa. È stato un momento difficile, ma abbiamo deciso di affrontarlo insieme.

Ci siamo informati e abbiamo scelto la clinica RAPRUI. Siamo partiti dalla Sardegna per fare il primo colloquio a Roma, perché volevamo un confronto diretto. Fin da subito ci siamo sentiti accolti, ascoltati, capiti. Non eravamo numeri, ma persone.

Abbiamo iniziato così il nostro percorso di PMA con la stimolazione ovarica. I monitoraggi li facevamo in parte in Sardegna e in parte in clinica a Roma, dove abbiamo fatto poi il prelievo ovocitario. Ricordo che abbiamo prelevato ben 18 ovociti, utili per fare la fecondazione con la tecnica ICSI.

Il primo transfer, fatto ad aprile dello stesso anno, non è andato a buon fine. È stato un momento duro, anche perché io lavoravo molto, con tanto stress, e un peso emotivo tutto mio che sentivo sul percorso. In accordo con l’équipe e con la Dottoressa Monica Antinori abbiamo deciso di fermarci e riprendere con più serenità in estate, potendo contare anche su un periodo di ferie più lungo. Così a luglio abbiamo fatto il secondo transfer. Dopo dieci giorni, le beta erano positive: ero incinta.

Durante tutto il percorso ho viaggiato spesso dalla Sardegna a Roma, a volte da sola, ma ogni volta arrivavo in clinica e mi sentivo accolta, coccolata, dalla Dottoressa Antinori fino a Veronica che ci ha supportato per ogni cosa. Non mi sono mai sentita solo una paziente, ma una persona seguita in tutto: dal punto di vista medico, ma anche umano.

Anche nei momenti più difficili, come il primo tentativo fallito o l’ansia dell’attesa, ho sempre trovato qualcuno pronto ad ascoltarmi, rassicurarmi, sostenermi. Questo per me ha fatto davvero la differenza. È stata un’esperienza impegnativa, ma anche profondamente umana. E oggi, guardando indietro, rifarei tutto.

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