Dopo tanti tentativi falliti è stata l’unica a fermarsi davvero ad ascoltare la mia storia fino in fondo, a rimettere insieme tutti i pezzi e a cercare una spiegazione concreta. La Dottoressa Monica Antinori, e la sua equipe della clinica Raprui di Roma, mi ha fatto sentire che significa essere seguiti con cura e con un obiettivo chiaro: capire tutto nei minimi dettagli prima di poter trasferire anche un solo embrione.
Mi sono sposata nel 2020 e abbiamo iniziato subito a cercare un bambino. Nel 2022 sono rimasta incinta naturalmente, ma purtroppo dopo sei settimane ho avuto un aborto e da lì si è fermato tutto. Non arrivavano più gravidanze e ho iniziato un percorso in una clinica privata in Calabria, dove mi hanno indirizzata direttamente verso l’ovodonazione, anche se il mio AMH era ancora sopra 1. Avevo 43 anni.
È stato un periodo davvero pesante: continui esami, terapie, punture, speranze che si accendevano e poi si spegnevano ogni volta. Eravamo riusciti a ottenere ben cinque blastocisti con cui ho fatto quattro transfer, ma sono andati tutti male. A un certo punto ero arrivata al limite, sia fisico che emotivo. Nervosa, arrabbiata, anche per tutti i soldi spesi, avevo deciso di fermarmi, di lasciare perdere tutto. Anche come coppia non è stato semplice, perché sono percorsi che ti mettono a dura prova.
Poi, per caso, parlando con una conoscenza, mi ha parlato della Dottoressa Monica Antinori che effettuava visite anche a Reggio Calabria e aveva aiutato una coppia ad avere una gravidanza. Ho deciso di informarmi per poi fissare una prima visita. Mi ricordo che le ho fatto tante domande, avevo 4 tentativi alle spalle e dovevo capire cosa era successo e se davvero non restava speranza per noi di diventare genitori. Da quel momento è iniziato un percorso completamente diverso.
La prima cosa che è cambiata è stato l’approccio: sono stati fatti approfondimenti che prima non erano mai stati eseguiti. È emerso che avevo un’infezione da escherichia coli, mai diagnosticata fino a quel momento, che probabilmente interferiva con l’impianto degli embrioni.
Dopo aver risolto semplicemente questo problema, abbiamo programmato tutto il percorso di avvicinamento al transfer. Mi era rimasta a disposizione una sola blastocisti crioconservata, era tutto quello che ci era rimasto dal percorso precedente. L’abbiamo fatta portare a Roma con un trasporto speciale direttamente presso la clinica Raprui.
I valori del mio quadro clinico ora erano tutti ok, abbiamo fatto esami mirati e monitoraggi, sia nella mia città e che a Roma quando andavo per tutti i controlli nella clinica Raprui con la Dottoressa Antinori. Lei stessa mi ha fatto preventivamente anche un’isteroscopia diagnostica di controllo. Ogni cosa è stata organizzata in modo preciso, seguendomi passo dopo passo per arrivare al transfer nella migliore forma possibile.
A maggio abbiamo fatto il transfer e, dopo pochi giorni, il test di gravidanza è risultato positivo. Solo a gennaio era iniziato tutto e dopo pochi mesi la felicità! Mio marito ed io ancora tutt’ora non ci crediamo. Con questa testimonianza vogliamo ringraziare l’intera clinica e tutto lo staff di professionisti che ci ha seguito, da Maria in segreteria a Luca che ci ha seguito per tutti gli esami e ogni passo del nostro percorso.
Sono rimasta incinta a 47 anni e oggi abbiamo il nostro bambino. Dopo tanti tentativi e fallimenti, è stata una gioia immensa. Questo percorso mi ha insegnato che anche quando sembra non esserci più speranza, con una diagnosi accurata la strada per avere un figlio si può riaprire.


