La mia corsa contro il tempo

La mia corsa contro il tempo

La mia avventura alla ricerca di una gravidanza è cominciata a 46 anni. Quando ho incontrato il mio compagno di vita abbiamo sentito entrambi il desiderio di formare una famiglia, ma per la mia età sapevo di essere già molto in ritardo e quindi mi sono messa subito alla ricerca di qualcuno che potesse aiutarci.

Senza alimentare speranze il mio ginecologo ci consigliò di provare con un centro di fecondazione assistita. Mi ricordo di aver sentito una grande pressione psicologica perché sapevo di non avere molto tempo a disposizione. Nell’ordine mi sono rivolta prima a un centro di Bologna e successivamente a uno di Perugia. Due tentativi di fecondazione in vitro andati molto male. La mia riserva ovarica era limitata e quei pochi e deboli ovociti prelevati non superavano i transfer.

Sapevo di essere un caso complicato ma quel che più mi ha ferito è stata la mancanza di un sostegno psicologico da parte dei medici, come se stessi inseguendo da sola qualcosa di impossibile. Era un atteggiamento freddo che colpiva anche altre donne che come me provavano ad avere un figlio superati i 45 anni. Solo dopo ho capito che non ero stata messa nella condizione giusta per affrontare il percorso nel migliore dei modi.

Ho conosciuto la clinica Raprui tramite passaparola, mia cugina era stata loro paziente e me ne ha parlato dopo aver avuto grazie a loro il suo primo figlio. Mi ha parlato così bene della clinica che ho ripreso subito coraggio lasciandomi alle spalle il ricordo dei precedenti fallimenti. In tempi rapidissimi ho fissato il primo appuntamento e fatto tutti gli accertamenti del caso, facendo analisi che nelle altre strutture non mi avevano neanche richiesto. In questo tutto lo staff, dalla dott.ssa Monica Antinori al Dott. Cerusico, hanno dimostrando subito una grande attenzione ai dettagli.

Ho insistito per provare nuovamente con i miei ovuli ma purtroppo non ne avevo più. È stata proprio la Dott.ssa Monica Antinori a darmi la notizia, con un bacio sulla fronte di una delicatezza e un’umanità che mi hanno dato la forza e la certezza di essere nel posto giusto.

L’alternativa era l’ovodonazione. Abbiamo quindi provato con gli ovuli di una donatrice giovane, ma nulla. Dopo questo transfer andato male ho letteralmente chiesto aiuto. Temevo che nessun embrione avrebbe mai attecchito e mi hanno supportato anche con l’intervento di una bravissima psicologa. Grazie a loro non mi sono abbattuta tanto da riprovarci, perché ero convinta che fossero gli unici in grado di potermi aiutare. Abbiamo fatto un secondo tentativo, con ovuli di una donatrice più giovane, ed è stata la volta buona.

Ora sono già tre anni che abbraccio mio figlio e non mi sembra ancora vero di esserci riuscita a 50 anni.

La Dott.ssa Antinori è stata come una madre

La Dott.ssa Antinori è stata come una madre

Partivo da una situazione di amenorrea inspiegabile, ho fatto diverse visite ma nessuno ha mai capito le cause. Con la cura ormonale non ho risolto la situazione, all’epoca non avevo intenzione di fare un figlio e sono sincera, non mi sono preoccupata più di tanto.

Nel momento in cui abbiamo deciso con mio marito di avere un figlio non c’è stato verso di riuscirci naturalmente, sono stati inutili anche i monitoraggi e la somministrazione di estrogeni. Queste cure ormonali non erano una passeggiata, non riuscivo a ovulare e dopo anni di tentativi moralmente non stavo bene.

Avevo 35 anni, l’ultima spiaggia era la fecondazione assistita ed è sotto consiglio di specialisti che mi sono rivolta al centro Raprui della Dott.ssa Antinori. Mi sono informata, nel 2019 ho preso appuntamento e sono stati molto chiari nel farmi capire tutti i possibili percorsi di fecondazione. Nonostante fossi residente in Calabria sono stati bravissimi a seguirmi, sia nelle visite nel centro che telefonicamente ho ricevuto sempre la massima disponibilità.

Ero spaesata e spaventata, non avevo idea di come fare le iniezioni per la stimolazione ovarica e la dottoressa in quel periodo è stata per me come una madre. Come donna, quando non riesci ad avere un figlio, ti metti da sola in discussione, pensi di essere tu il problema. Nel rapporto medico-paziente la loro serietà e umanità è stata fondamentale per sostenere momenti così difficili.

Avevo una riserva ovarica bassa e per problemi vari mi hanno consigliato di non fare subito il transfer ma di crioconservare gli ovuli. Si sono preoccupati di stabilizzarmi i valori per preparare al meglio il mio corpo ad affrontare la gravidanza. Ed è stato un bene perché è così che ci siamo riusciti!

Esperienza e accoglienza da primi della classe

Esperienza e accoglienza da primi della classe

Dopo aver cercato tanto una gravidanza nel 2013 prendiamo la decisione di fare il primo passo nella PMA. La scelta ricade su un centro in Toscana perché convenzionato. Ho scoperto così di avere dei fibromi all’utero e sono stati necessari ben due interventi per liberarmene.

Superato questo ennesimo ostacolo abbiamo ripreso il percorso in un altro centro di Roma, ma non è andato a buon fine perché la gravidanza si è interrotta al secondo mese con un aborto spontaneo. Al di là dell’esito, in tutta onestà, non ci era piaciuto il trattamento riservato dal punto di vista umano. Motivo per cui siamo tornati a selezionare altri centri.

La scelta finale è ricaduta su un centro privato, Raprui, perché godeva di un’ottima fama e di una lunga esperienza nella fecondazione assistita. Molto serenamente sono andata a conoscerli di persona, perché ero ancora scottata dalle precedenti esperienze, ma l’incontro con la Dott.ssa Monica Antinori mi ha aperto il cuore. Mi sono sentita ascoltata, capita e mi ha dato la fiducia giusta per cominciare un nuovo percorso nel 2017. Nel frattempo non mi sono fatta mancare un nuovo fibroma che abbiamo rimosso senza ripercussioni. Al secondo tentativo, avevo 45 anni, abbiamo fatto centro con una ICSI.

Rispetto agli altri centri, nella mia esperienza, sono stata seguita in modo capillare sia con le analisi, prima, durante e dopo il transfer, che con il supporto farmacologico. Tutto è stato fatto in modo tale da preparare il mio corpo ad accogliere e sostenere una gravidanza.

Tutti sperano in un esito positivo, le donne che si sottopongono alla PMA ma anche i dottori, perché l’arrivo di un figlio rappresenta un successo per tutti. Quello che mi piace sottolineare di questo percorso con Raprui è che la sinergia verso lo stesso obiettivo era condivisa da tutta l’equipe. Non ero una paziente speciale, ho incrociato sorrisi e occhi che brillano perché questo è il vero modus operandi di Raprui.

La Dott.ssa Antinori è una maga, la mia maga!

La Dott.ssa Antinori è una maga, la mia maga!

Ltestimonianze monica antinoria mia storia è iniziata 8-9 anni fa più o meno, quando mi sono sposata e ho iniziato a cercare un figlio che però, dopo tante prove, non è arrivato. Così, per diversi anni abbiamo provato un bel po’ di cure, ma senza alcun risultato. 

Poi, tramite una mia amica, sono arrivata al Centro Raprui, dove ho trovato persone molto disponibili, gentili e un ambiente accogliente. Questa è la prima cosa quando si intraprende un percorso come quello che abbiamo fatto noi, perché l’aspetto psicologico è quello più importante, poi arriva il resto. Se non stai tranquilla, non stai serena e non ti fidi non si va avanti, nemmeno se si fanno le cure più importanti. È l’organismo quello che decide di accettare o no. 

La prima volta non è andata bene, perché si sa, può succedere anche questo. Abbiamo deciso di darci una seconda opportunità ed è andata benissimo! Ora ci godiamo nostra figlia e un domani perché no, vorremmo provare di nuovo. 

Io a Raprui mi sono trovata benissimo, anzi di più. La Dottoressa Antinori è il top o come dico io “la maga”! Lei e la sorella sono davvero delle maghe, le mie maghe. È stata lei a riscontrare problemi a carico del mio utero che non avevano mai visto dove ero stata in cura per tanti anni e che è stato possibile risolvere con un semplice intervento. Io ora mi godo la figlia e continuo a tenere la Dottoressa aggiornata costantemente, non appena potrò devo portarla a far conoscere tutto lo staff del centro. È vero che lei è la maga ma gli altri sono ugualmente bravissimi, senza di loro non si fa niente. È un lavoro di équipe, gli embriologi sono eccezionali, i referenti, tutti. 

Questo percorso a livello di coppia è molto, molto duro. So di amiche che si sono lasciate con marito o che sono state sul punto di farlo. Oltretutto, per affrontare determinate cose, non lo nego, ci vogliono anche dei soldi, però piano piano come si affronta la vita si affronta anche questo. Poi se il risultato è un figlio si fa di tutto! L’importante è avere un bimbo, che rende felice il tuo matrimonio, la tua storia, la tua vita, non importa come è arrivato.

È vero che anche i farmaci sono davvero pesanti, l’organismo ne accumula tantissimi, soprattutto in casi come il mio, che mi sono sottoposta a otto FIVET. È stata davvero dura, l’ultima volta ho detto «basta, se va, va, sennò non ne faccio più». Arrivi a un certo punto che fai talmente tanti farmaci che non ne puoi più, diventi veramente stufa, non hai più determinazione per andare avanti. Quella che ho fatto per me era davvero l’ultima, ricordo ancora quando ho detto alla Dottoressa che ero sicura che non fosse andata bene lei mi ha risposto che non era possibile, che lei sapeva quello che aveva fatto. E in effetti è andata così! Lei le sa determinate cose, perché lei è una persona molto, molto, molto brava, di più, bravissima. Non trovo davvero termini per descriverla, lei lo sa perché glieli ho detti tutti. 

Al Centro Raprui hanno individuato un problema che non mi avevano mai riscontrato dove ero seguita prima, per questo il consiglio che do a tutti quelli che si trovano ad affrontare lo stesso percorso è fare gli esami approfonditi senza trascurare niente. Gli esami di base sono fondamentali e secondo me è importante farli nel centro in cui si affronta il percorso, perché sono loro che devono verificare la situazione in prima persona. Non sottovalutate mai gli esami per l’uomo, spesso si tende a trascurarli e a pensare che la coppia sia sempre della donna, invece no, bisogna farli tutti e due. Bisogna farli insieme, bisogna essere compatti quando si fanno queste cose. Non si deve avere paura di andare avanti e affrontare tutto con serenità. Se anche ci sono condizioni difficili, anche peggiori di quelle che ho avuto io, ci sono sempre degli spiragli. 

Grazie di cuore ❤

Grazie di cuore ❤

Se oggi, dopo sette anni di insuccessi e tentativi, anche noi possiamo raccontare la nostra storia è solo grazie al centro Raprui.
Quando siamo arrivati avevamo il morale e la fiducia a terra, eravamo stanchi sia a livello fisico che psicologico, ma voi siete riusciti a farci ricredere. 

Anche il nostro percorso insieme non è stato facile: sono stata una paziente difficile e nessuno lo sa meglio di voi. Da quando abbiamo iniziato, nel marzo del 2010, abbiamo dovuto fare ben sette tentativi prima di poter abbracciare il nostro piccolo. Tanti transfer, tante stimolazioni ovariche, fallimenti dolorosi e due gravidanze interrotte; il nostro cammino per diventare genitori è stato pieno di ostacoli, ma alla fine ce l’abbiamo fatta e adesso abbiamo festeggiato un anno di nostro figlio.

Sono stati lunghi anni di attesa, speranze e delusioni, però, grazie alla vostra professionalità, al vostro enorme cuore e al vostro sostegno, oggi siamo felici. L’umanità mostrata e la grandissima comprensione nei momenti di maggiore sgomento hanno permesso di ritrovare la speranza e la forza di andare avanti e credere che la strada intrapresa era quella giusta.

Vogliamo ringraziarvi per averci supportato, sia psicologicamente che materialmente, e averci aiutati ad andare avanti e realizzare il nostro sogno, la nascita del nostro bambino Sasa.

Grazie di cuore prof Fabrizio Cerusico e Dottoressa Monica Antinori. Non possiamo dimenticare nessun membro del vostro staff, la Dottoressa Daniela d’angelo, il Dottor Muscatello, Stella, Maria, Giulia, Marco, Willy e tutto lo staff. Grazie di cuore a tutti voi, persone meravigliose che ci hanno donato il loro tempo e la loro professionalità. 

Grazie ancora di tutto e sempre riconoscenti. 

SUSANTHA , THARANGA & PICCOLO SASA

…come nelle favole…

…come nelle favole…

“…crescere bambini…come nelle favole… io e te ….”

Correva questa canzone in tutte le radio quando ci dissero che non potevamo avere figli in modo naturale, avevamo problemi sia io che mio marito e l’unica soluzione era la fecondazione assistita… questa canzone ovviamente a quei tempi non era certo una bella colonna sonora, anzi era come se fosse stata messa lì per farci del male, a ricordarci ogni giorno che non eravamo adeguati… perché è così che ti senti quando ti dicono che non puoi fare la cosa più naturale del mondo…

Il nostro percorso iniziò in un primo centro dove non fummo compresi né capiti, dove l’umanità non faceva da padrona e dopo due anni di tentativi falliti decidemmo con mio marito quasi di mollare la presa, di accettare l’idea che noi non saremmo mai stati genitori…

Girammo l’Italia, da Firenze a Modena per sentirci dire la stessa cosa, che l’unica strada era la fecondazione ma in nessun centro io mi sentivo a casa, un po’ perché avevo perso la speranza e un po’ perché forse nessuno era davvero “ famiglia “ come volevo io… Approdammo al Raprui prima di Natale 2016 ma andammo lì giusto per sentire un altro parere che in fondo non guasta… avevamo deciso di concederci l’ultima possibilità ma volevamo farlo stavolta nel posto giusto…

Il calore e la magia del Raprui li percepisci appena entri a partire dalle segretarie che sono di un’accoglienza unica e rara…

Ci sedemmo in attesa di conoscere il Prof. Cerusico… Appena siamo entrati nel suo studio e ci siamo seduti ho iniziato a raccontargli tutta la nostra storia senza rendermene conto lì dentro ci siamo stati più di un’ora, un’ora passata come se di fronte a noi ci fosse un Amico non un medico…. e alla fine ricordo queste parole che porterò nel cuore, lui mi guardò e mi disse «tranquilla perché io questo figlio te lo farò fare!».

Ho sorriso con tanta paura nel cuore ma anche tanta speranza… ci ha presentato Luca, un uomo fantastico, di una calma incredibile che ci ha seguito e assistito per tutto il percorso… eh già perché non potevamo non scegliere Raprui alla fine…. siamo usciti da lì e disdetto tutti gli altri appuntamenti in vari centri che avevamo scelto di consultare da dicembre a fine marzo siamo stati seguiti scrupolosamente fino al transfer, momento in cui abbiamo conosciuto la Dottoressa Monica, dolce e professionale, che ha fatto un transfer con una delicatezza e un’umanità incredibile…. e fu magico perché fecero entrare anche mio marito e guardammo nel monitor questi due embrioncini entrare dentro di me…

I giorni post transfer non sono facili, sono giorni misti tra paura e speranza ma dopo 13 giorni le mie beta erano 393,63….. Non ci credevo, scrissi subito a Luca e a Cerusico e… lui mi chiamo personalmente per congratularsi! Da lì ci furono altre beta, la prima eco dove abbiamo visto il cuore battere e che era uno… altre eco dove abbiamo scoperto che era un maschietto che avremmo chiamato Jacopo, mesi in cui il pancione cresceva fino al 30 novembre 2017 in cui il nostro Jacopo è nato e mi piace pensare che sia un po’ anche figlio di Cerusico, Luca , Monica, delle segretarie, delle biologhe… di tutto il centro Raprui che mi ha regalato questo miracolo…

So che si può pensare che sia facile dire ciò per me che ora stringo il mio piccolo tra le braccia ma io avrei parlato lo stesso così del Raprui perché l’umanità che ho trovato lì e il calore non credo ci siano ovunque, non sono scontati e un medico non è tenuto per forza a darti tutto ciò ma loro per noi sono stati una famiglia ….

Non bisogna mai mollare perché tutte siamo adeguate, tutti meritiamo di essere genitori ma bisogna affidarsi nelle mani giuste perché la scelta che si fa potrebbe essere quella che ti cambierà la vita per sempre, la scelta che ti farà guardare negli occhi un figlio, che ti permetterà di sentire un cuore battere dentro di te, sentire una vita muoversi, la scelta che ti permetterà anche di ascoltare quella canzone con cui ho iniziato a raccontarmi e stavolta sorridere e incoronarla la colonna sonora della tua storia, perché oggi quella canzone per noi ha tutto un altro sapore…

Il nostro Jacopo oggi ha 4 mesi, è stupendo, è buono ed è talmente perfetto che appena compirà un anno torneremo al Raprui perché è li che abbiamo ancora due embrioncini, i fratellini che ci stanno aspettando…..