Quello che abbiamo trovato con la Dott.ssa Monica Antinori è stato qualcosa di diverso rispetto alle esperienze precedenti. Ma non è solo una questione clinica: la Dottoressa è stata capace di comprendere il mio desiderio di maternità, senza giudizio, mettendo la sua professionalità al servizio di un obiettivo condiviso.
Ogni volta che entravo in clinica con lei mi sentivo sicura, tranquilla. Non è solo l’ambiente o la gentilezza del personale, ma il tempo dedicato: spiegano, rispiegano, si fermano, seguono i tuoi tempi. E soprattutto cercano di individuare davvero il problema, anche quando si tratta di dettagli che possono sembrare secondari.
Come coppia abbiamo iniziato a cercare una gravidanza quando avevo 39 anni. Fin da subito mi è stato detto da vari ginecologi che, per una questione di età, sarebbe stato difficile. Nonostante questo, abbiamo deciso di intraprendere un percorso di procreazione medicalmente assistita con una clinica della nostra regione, in Calabria.
La diagnosi era di ridotta riserva ovarica. Negli anni ho affrontato quattro stimolazioni ovariche, in ogni ciclo riuscivamo a recuperare circa 4-5 ovociti, quasi tutti fecondati con blastocisti di tipo A. Tuttavia, nonostante questi risultati, abbiamo effettuato due transfer che non hanno mai portato a una gravidanza.
Il percorso è stato lungo e complesso: in un caso non è stato possibile recuperare gli ovociti, in un altro ho perso un pickup a causa del Covid. Sono stati anni fatti di tentativi e delusioni, fino ad arrivare a un momento in cui la fiducia è iniziata a diminuire tanto.
Ho incontrato la Dott.ssa Monica Antinori quando avevo ormai 46-47 anni. Fin dal primo colloquio nel suo centro di consulenza a Reggio Calabria ho percepito un approccio diverso: grande chiarezza dal punto di vista clinico, ma anche attenzione alle emozioni e un sincero incoraggiamento.
Durante gli approfondimenti diagnostici è emersa una condizione che fino a quel momento non era stata adeguatamente considerata: avevo un sub-setto nell’utero. La Dottoressa Antinori mi ha spiegato l’importanza di intervenire e mi ha indirizzata per effettuare un intervento chirurgico. Dopo l’operazione, il tempo necessario per il recupero e la vascolarizzazione dell’endometrio, siamo ripartiti con un nuovo percorso.
Ogni volta che entravo nella Clinica Raprui a Roma mi sentivo sicura, tranquilla. Non è solo l’ambiente o la gentilezza del personale, ma il tempo dedicato: spiegano, rispiegano, si fermano, seguono i tuoi tempi. E soprattutto cercano di individuare davvero il problema, anche quando si tratta di dettagli che possono sembrare secondari.
Considerata l’età e il tempo trascorso, abbiamo scelto di intraprendere una fecondazione eterologa. Con gli ovociti fecondati abbiamo effettuato un unico transfer, trasferendo le prime due blastocisti. È bastato un tentativo, entrambe hanno attecchito e oggi abbiamo due bambine.
Tutto il nostro percorso è stato lungo, impegnativo, ma ciò che ha fatto la differenza è stato sentirsi seguiti con attenzione, senza giudizio, con la sensazione che ogni scelta fosse realmente pensata per risolvere la nostra situazione.
Guardando indietro, non c’è rammarico, ma la consapevolezza che trovare prima il giusto approccio avrebbe forse accorciato i tempi. La nostra esperienza qui nella clinica Raprui dimostra che anche dopo molti tentativi, con le giuste indicazioni e una valutazione completa, il percorso può prendere una direzione diversa.
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