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L’obesità è oggi uno dei disturbi più diffusi ed insidiosi per la salute ed è troppo spesso trascurata, a favore di un più lieve problema estetico. Il suo impatto assume un significato importante anche e soprattutto durante la gravidanza. Sempre più donne affrontano i 9 mesi con chili di troppo e ciò rende fondamentale una adeguata informazione sui rischi e le precauzioni necessarie, che devono comportare comunque un’alimentazione equilibrata. Il vecchio detto che “in gravidanza bisogna mangiare per due” non ha fondamenti scientifici, bensì il contrario. Senza contare che la prevenzione al sovrappeso dovrebbe iniziare già prima del concepimento. Come è noto, infatti, la gestazione rappresenta un momento delicato in cui l’organismo materno subisce cambiamenti profondi, sia dal punto di vista ormonale che metabolico; il peso corporeo in tale contesto non può dunque essere trascurato: non solo influisce sulla salute della donna, ma può avere conseguenze dirette anche sullo sviluppo del bambino. Quali sono quindi le cose che occorre sapere e fare? Quale il limite di peso da accumulare nei 9 mesi? Ecco qualche consiglio per affrontare tale percorso in modo sicuro e consapevole.

Obesità e gravidanza: rischi e precauzioni

Obesità, i valori ed i chilogrammi a cui prestare attenzione quando si è incinte

Quando si parla di obesità, in gravidanza e no, è importante partire da un fattore fondamentale, ovvero l’Indice di Massa Corporea, noto con l’acronimo BMI. Questo valore si calcola dividendo il peso (in kg) per il quadrato dell’altezza (in metri) e consente di classificare lo stato ponderale. Le linee guida internazionali parlano di obesità quando il BMI è pari o superiore a 30 e di sovrappeso se è tra 25 e 29,9 indica sovrappeso. Tale indice andrebbe calcolato prima del concepimento e rappresenterebbe così, il punto di riferimento ideale per stabilire quanto peso sia corretto aumentare durante i nove mesi. Certamente è fisiologico e necessario prendere chili in gravidanza (basti pensare all’aumento di volume dell’utero, al bambino che cresce, al liquido amniotico), ma questi dovrebbero rimanere entro limiti ben precisi. Quali? Una donna normopeso dovrebbe considerare un aumento tra gli 11 ed i 16 kg, una in sovrappeso, tra i 7 e gli 11,5 e una obesa tra 5 e 9 kg. In pratica, in presenza di obesità, bisogna ingrassare meno, ed è spesso fondamentale che l’alimentazione ed il peso siano attentamente monitorati, sotto controllo medico (vietate le diete fai da te). Il tutto per evitare rischi a mamma e bambino.

Obesità e gravidanza, tutti i rischi (per mamma e bambino)

Dunque, sovrappeso ed obesità sono correlati ad un maggior rischio di complicanze sia per la mamma che per il bambino. Questo non significa che debbano insorgere necessariamente dei problemi, ma che è importante sapere che le statistiche in tal senso indicano casi più numerosi rispetto alle donne normopeso. Per la futura mamma, il pericolo più comune, ad esempio, è quello di sviluppare il diabete gestazionale, una condizione che comporta un aumento dei livelli di zucchero nel sangue durante la gravidanza. A questo si aggiungono una maggiore probabilità di ipertensione e preeclampsia, situazioni altamente pericolose, che possono compromettere il normale andamento della gestazione, comportando anche il rischio di vita per donna e bambino. Le donne obese hanno inoltre la possibilità di incappare più frequentemente a complicazioni durante il parto, come la necessità di ricorrere al taglio cesareo e un rischio più elevato di infezioni post-partum. E per il bambino? Di frequente si assiste a macrosomia, ovvero ad un peso alla nascita particolarmente elevato, associato a nascita pretermine e ad un parto più complesso; alcune evidenze scientifiche evidenziano anche una maggiore incidenza nello sviluppo di obesità e disturbi metabolici nel futuro, ovvero nella crescita e/o in età adulta. Non va poi dimenticato un altro aspetto: i chili di troppo possono rendere più difficili alcune indagini diagnostiche necessarie in gravidanza, come le ecografie e complicare il monitoraggio della salute fetale. È dunque fondamentale ribadire: è importante affidarsi ad un medico che controlli la gravidanza anche dal punto di vista materno e che consigli un’alimentazione e uno stile di vita corretti, che vanno seguiti. In tal modo, anche le donne obese potranno portare avanti gravidanze senza complicazioni ed in serenità.

Obesità e gravidanza, le precauzioni necessarie

Dunque, per affrontare una gestazione in presenza di obesità occorre avere un approccio attento e multidisciplinare, mirato ad alcune semplici precauzioni, che non vanno vissute come limitazioni, bensì quali strumenti essenziali al fine di garantire il benessere della madre e del bambino. La prima di queste è quella di affidarsi ad un medico specialista fin dalle prime fasi della gravidanza, o ancora meglio prima del concepimento: vanno tenuti sotto controllo il peso, la pressione arteriosa e la glicemia. L’alimentazione gioca un ruolo prezioso: non bisogna mangiare meno, ma meglio. Va seguita cioè una dieta equilibrata, ricca di nutrienti e povera di zuccheri semplici e grassi saturi, fondamentale per mantenere il peso entro i limiti prefissati. Il fabbisogno calorico in gravidanza aumenta solo moderatamente e varia a seconda del trimestre. A questa va sempre abbinata una moderata attività fisica (se non ci sono particolari controindicazioni), come camminare, fare nuoto o ginnastica dolce: aiuta a migliorare il metabolismo. Non bisogna farsi prendere da ansie e dunque è fondamentale affidarsi a medici specializzati, evitando diete drastiche, integratori o farmaci dimagranti o sport eccessivi.

Obesità e fertilità, cosa occorre sapere e a chi rivolgersi

Quando si parla di donne con chili di troppo e gravidanza occorre tenere presente anche un altro fattore: sovrappeso ed obesità influiscono negativamente anche sulla fertilità. L’eccesso di peso infatti è correlato ad alterazioni del fisiologico equilibrio ormonale, necessario ad una corretta ovulazione e dunque al concepimento. Le stesse difficoltà si possono incontrare anche in un percorso di PMA (Procreazione Medicalmente Assistita). In tali casi -ovvero di obesità e difficoltà a rimanere incinte- è quindi particolarmente importante valutare il proprio stato di salute generale e, se necessario, intraprendere un percorso di miglioramento del peso sotto controllo medico, prima ancora di tentare un concepimento. Rivolgersi a uno specialista ginecologo, esperto in fertilità, gravidanza ed obesità è fondamentale allo scopo di ricevere indicazioni personalizzate e sicure. La dottoressa Monica Antinori rappresenta a tal proposito, un punto di riferimento prezioso. Grazie al suo approccio altamente professionale e al contempo empatico, garantisce il giusto supporto sia nella fase preconcezionale che durante tutta la gravidanza. Nel suo team lavorano anche medici nutrizionisti e dietologi, che possono contribuire ad una dieta mirata ed individuale. Qui tutti i contatti per una prima visita.

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