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Congelare gli ovuli? Negli ultimi anni, questa procedura, nota anche come “crioconservazione degli ovociti” o “vitrificazione”, ha assunto uno spazio sempre più importante nel dibattito sociale, medico e scientifico. Non è più una semplice tecnologia riservata a pochi ed importanti casi clinici: è diventata una possibilità concreta per molte donne di preservare la propria fertilità nel tempo. Come è noto, con il passare degli anni, la quantità e la qualità degli ovuli diminuiscono. Ciò accade progressivamente già a partire dai 30 anni, con un’accelerazione dopo i 35 ed un marcato calo dopo i 40. Ne conseguono minori possibilità di concepire un bambino in modo naturale ed un più alto rischio di aborti spontanei ed anomalie cromosomiche negli embrioni. Al contempo però, la vita media si è allungata ed è profondamente cambiata quella delle donne, molto spesso impegnate per la carriera, con problemi personali ed economici che ritardano la possibilità di mettere su famiglia, oppure semplicemente non incontrano l’uomo giusto per farlo, in età giovanile, senza contare il subentrare di problemi di salute. In tale contesto la medicina riproduttiva ha sviluppato tecniche avanzate per consentire alle donne di raccogliere e conservare i propri ovuli giovani e sani, per impiegarli in seguito, in condizioni più favorevoli. Non significa fermare l’orologio biologico, e neppure di garantire una gravidanza in età matura, ma offrire una maggiore autonomia e consapevolezza nella pianificazione della propria fertilità. Ecco cosa occorre sapere al riguardo.

Congelare gli ovuli: perché è sempre più importante?

Congelare gli ovuli con la vitrificazione: tutto quello che occorre sapere

Oggi per congelare gli ovuli si impiega la tecnica della vitrificazione. Tale metodica comporta un congelamento estremamente rapido che permette agli ovociti di passare ad uno stato solido (simile a vetro-da qui il nome) senza la formazione di cristalli di ghiaccio, principale causa di danno cellulare nei metodi tradizionali del passato. Quindi garantisce una maggiore sicurezza e qualità dei gameti al momento del loro impiego. Come funziona? Il percorso inizia con una stimolazione ovarica personalizzata, come in un normale ciclo di fecondazione assistita a fresco. In pratica la paziente viene sottoposta ad un trattamento ormonale che ha lo scopo di produrre un numero maggiore di ovociti maturi in un singolo ciclo mestruale rispetto a quello unico che si ha fisiologicamente. Dopo circa 10–14 giorni di monitoraggio ecografico e ormonale, si procede al cosiddetto pick-up ovocitario, una piccola procedura ambulatoriale sotto sedazione controllata che comporta il prelievo degli stessi. Una volta estratti, gli ovociti vengono trattati con sostanze crioprotettrici e congelati tramite vitrificazione, per poi essere conservati in azoto liquido a temperature di circa -196 °C. Questo processo offre diversi vantaggi rispetto alle tecniche di congelamento lento del passato ed in primis una maggiore sopravvivenza dei gameti allo scongelamento, nonché migliori percentuali di fertilizzazione e sviluppo embrionale. La vitrificazione è considerata oggi una procedura consolidata e sicura dalla comunità scientifica internazionale. Studi recenti mostrano che non aumenta il rischio di anomalie cromosomiche o problemi di sviluppo nei bambini nati da ovociti vitrificati rispetto a quelli concepiti naturalmente. Per questo il congelamento degli ovuli è diventata un’opzione affidabile per le donne che vogliono preservare la propria fertilità o più in generale che si sottopongono a PMA (Procreazione Medicalmente Assistita). Va comunque sottolineato che, pur trattandosi di una procedura sicura, il processo di stimolazione ovarica e il prelievo ovocitario comportano rischi medici minimi come la sindrome da iperstimolazione ovarica o effetti collaterali temporanei da farmaci ormonali e per tale motivo, va eseguita in centri altamente qualificati.

Congelare gli ovuli, perché è importante ed in quali casi

Dunque, in quali casi può essere importante congelare gli ovuli oggi?

  • Per ragioni personali o sociali: motivi di lavoro/carriera, studio, insicurezza nella relazione o semplicemente per aspettare il momento giusto nella propria vita, inducono molte donne a rimandare la maternità. In questo contesto la crioconservazione offre una sorta di “polizza assicurativa” che consente di conservare i gameti giovani e sani, da usare in futuro, quando la fertilità naturale potrebbe essere diminuita.
  • Motivi medici e preservazione prima di terapie chemioterapiche o radioterapiche: questi trattamenti possono compromettere seriamente la funzione ovarica. In tali casi, la crioconservazione rappresenta uno strumento di tutela della fertilità essenziale prima dell’inizio delle terapie.

Età e potenziale di successo per il congelamento degli ovuli

L’efficacia della procedura, ai fini di una futura gravidanza è comunque legata a numerosi fattori. Il più importante è sicuramente quello dell’età della paziente al momento del prelievo: gli ovociti raccolti in prima dei 35 anni tendono ad avere una qualità e potenziale di successo più elevati. Questo non significa che non abbia senso farlo in età più avanzata, ma che la probabilità di ottenere un risultato di gravidanza diminuisce, e quindi è essenziale una valutazione medica personalizzata e realistica del potenziale di successo. Esattamente come accadrebbe con un concepimento naturale o un ciclo di PMA a fresco. Non solo. Proprio nel contesto della fecondazione assistita, la vitrificazione degli ovuli può essere impiegata anche per migliorare la gestione dei cicli di fecondazione in vitro o per conservare gameti non utilizzati in un ciclo precedente, evitando di dover ripetere un’altra stimolazione ovarica, in caso di fallimento o del desiderio di avere un altro figlio.

Congelare gli ovuli per preservare la fertilità: come si fa e a chi rivolgersi

Per accedere a tale procedura, è necessario seguire alcune tappe fondamentali. La prima è sicuramente quella di una visita specialistica accurata, che contempi la valutazione della riserva ovarica, esami ormonali (compresi i valori di AMH), ecografie e una consulenza ginecologica approfondita. Il secondo step, laddove si rilevi la possibilità ed opportunità di intervenire è quello di procedere con la stimolazione ovarica controllata: si somministrano ormoni per sollecitare la maturazione di più ovociti in un unico ciclo. Durante il periodo della terapia sono necessari monitoraggi ecografici e ormonali periodici, per escludere il rischio di iperstimolazione. Al momento giusto, con una procedura ambulatoriale sotto sedazione controllata, non invasiva, gli ovociti maturi vengono aspirati e portati in laboratorio per la preparazione. Vengono qui trattati con crioprotettori e rapidamente congelati tramite vitrificazione; quindi, conservati in azoto liquido fino al momento in cui si deciderà di utilizzarli. È chiaro che per quanto si tratti di procedure sicure e standardizzati, per una buona riuscita della procedura in sicurezza è necessario affidarsi a professionisti e a centri per la fertilità specializzati e di comprovata esperienza, che abbiano anche in loco le strumentazioni e le tecnologie adeguate. La dottoressa Monica Antinori, ginecologa, responsabile per la PMA presso la clinica Raprui, è una figura professionale di riferimento in questo campo, a livello internazionale. Qui tutti i contatti per una consulenza finalizzata al congelamento degli ovociti per preservare la fertilità.

 

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