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Lo spermiogramma è un test diagnostico basilare per valutare la fertilità nell’uomo, che si effettua quando una coppia ha difficoltà a concepire un bambino dopo un anno di tentativi senza successo e si esegue parallelamente ad altre indagini sulla donna. Circa il 15 % delle coppie riscontra queste problematiche e -a differenza di quanto si sia ritenuto in passato- le cause legate al fattore maschile sono in percentuale equivalenti a quelle femminili. Lo spermiogramma, in particolare, analizza il liquido seminale dopo eiaculazione, valutando la quantità, qualità e funzionalità degli spermatozoi, fornendo così una fotografia dettagliata della salute riproduttiva dell’uomo. Va sottolineato: un singolo risultato non è definitivo. La qualità del liquido seminale può variare nel tempo, per cui può essere necessario ripetere l’esame dopo qualche mese per avere una conferma diagnostica. Ma quali sono i valori normali ed i parametri necessari per comprendere se si è in presenza di infertilità? E come interpretare le anomalie? Ecco quello che occorre sapere al riguardo.

Spermiogramma valori normali e significato anomalie

Spermiogramma, parametri e valori normali

Lo spermiogramma analizza alcuni parametri essenziali per valutare la fertilità maschile e pone -secondo le linee guida riconosciute dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)- alcuni valori considerati normali. Questi sono:

  • Volume dell’eiaculato: ≥ 1,5 ml
  • Concentrazione degli spermatozoi: ≥ 15–16 milioni/ml
  • Quantità totale di spermatozoi: ≥ 39 milioni per eiaculato
  • Motilità totale: ≥ 40–42%
  • Motilità progressiva: ≥ 30–32%
  • Morfologia normale: ≥ 4%
  • Vitalità: ≥ 54–58%
  • pH: compreso tra 7,2 e 8,0
  • Leucociti: < 1 milione/ml

Questi sono i parametri principali, ma contestualmente si valuta anche la liquefazione del campione entro i 60 minuti, il suo colore e la viscosità, nonché la presenza di fruttosio, nutrimento importante per i gameti. Tutti questi elementi forniscono una visione abbastanza completa sul funzionamento del sistema riproduttivo nell’uomo, anche se, valori normali non sono sempre sinonimo di fertilità al 100% come pure -al contrario- alterazioni degli stessi non escludono la possibilità di un concepimento naturale. Tali valori infatti rappresentano dei riferimenti statistici, e la qualità del liquido seminale può variare nel tempo, per cui spesso, per una diagnosi definitiva, è necessario effettuare un nuovo spermiogramma dopo alcuni mesi.

Anomalie dello spermiogramma, significato

Quando il referto dello spermiogramma riporta uno o più valori alterati rispetto ai parametri considerati normali, possono subentrare motivi di preoccupazione, anche in relazione al fatto che spesso sono accompagnati da termini medici poco comprensibili per i pazienti. È sempre importante affidarsi ad uno specialista, per chiarire ogni dubbio e stabilire il significato effettivo del test, ma-per avere una prima idea- queste sono le principali definizioni che si possono trovare in caso di anomalie:

Anche il pH alterato può indicare problemi: valori troppo bassi possono suggerire un’ostruzione delle vie seminali, elevati si associano potenzialmente alla presenza di infezioni. Queste condizioni possono avere valori leggermente diversi rispetto a quelli considerati normali, oppure esserne profondamente lontani. Altresì possono presentarsi da sole o in combinazione, determinando quadri più complessi come l’oligoasteno-teratozoospermia (OAT), frequentemente associata a ridotta fertilità. In generale però vanno sempre considerate la salute generale del paziente (e di coppia), l’età, la sua storia clinica: una diagnosi di infertilità richiede sempre un approccio personalizzato. Uno spermiogramma è un test basilare per capire le cause di un mancato concepimento, ma anche per individuare il miglior percorso terapeutico ai fini della paternità, che sia con terapie mirate o il ricorso alla procreazione medicalmente assistita (PMA).

Cause delle alterazioni e possibili strategie di miglioramento

Ma quali possono essere le cause di valori anomali dello spermiogramma? E si può intervenire per migliorare la situazione? Con quali strategie? Sono queste le domande più frequenti che un uomo si pone dopo un’analisi del liquido seminale che pone risultati preoccupanti. Sostanzialmente alterazioni dei parametri sono riconducibili a numerosi fattori, spesso multifattoriali. Questi i più frequenti:

  • Varicocele
  • Ostruzioni
  • Infezioni urogenitali
  • Squilibri ormonali
  • Anomalie congenite
  • Stili di vita scorretti (fumo, alcol, sedentarietà)
  • Stress ossidativo e alimentazione inadeguata
  • Esposizione a calore e sostanze tossiche

Anche l’assunzione di alcuni farmaci o uno stato febbrile recente possono influenzare negativamente i risultati di uno spermiogramma, per cui è importante evidenziare tali aspetti allo specialista di riferimento. Come è facile immaginare, molti di questi fattori sono reversibili, ad esempio modificando in meglio lo stile di vita, sottoponendosi a terapie farmacologiche o ormonali se indicate, o alla chirurgia in caso di varicocele. Va evidenziato comunque quanto segue: il ciclo di produzione degli spermatozoi dura circa 70–90 giorni, quindi i risultati delle modifiche adottate non sono immediati, richiedono tempo. Laddove tutto ciò non basti, si può ricorrere alla procreazione medicalmente assistita (PMA), con varie tecniche a seconda dei casi.

Interpretazione clinica e importanza della consulenza specialistica

L’interpretazione dello spermiogramma non può essere fatta in modo isolato o peggio con il “fai da te”. Si tratta di un esame tanto semplice da fare quanto complesso nella valutazione dei risultati che va fatta da uno specialista all’interno di un quadro clinico più ampio. Un singolo parametro alterato non significa necessariamente a infertilità e molto dipende da quanto lo sia rispetto alle percentuali di normalità e dal tipo di alterazione. Per tali motivi, in medico di riferimento può richiedere altre indagini diagnostiche di approfondimento, come le seguenti:

  • Ripetizione del test
  • dosaggi ormonali (FSH, testosterone, LH)
  • Ecografia testicolare
  • Test genetici o microbiologici

Solo attraverso una valutazione completa è possibile individuare le cause reali di anomalie degli spermatozoi e impostare un percorso terapeutico personalizzato. Ovviamente non si può prescindere dal contesto della fertilità di coppia: vanno analizzati anche i fattori femminili, in contemporanea, onde evitare di perdere tempo, nel caso- frequente- che sussistano alterazioni anche in tal senso. Per una corretta interpretazione dello spermiogramma e per ricevere indicazioni sulla diagnosi e strategie di intervento è quindi utile rivolgersi ad un centro per la fertilità, come la clinica Raprui. La dottoressa Monica Antinori è la responsabile per la PMA della struttura, da anni punto di riferimento prezioso delle coppie che hanno difficoltà a concepire un bambino. Qui tutti i contatti per una consulenza mirata.

 

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