Cosa si intende con riserva ovarica? Cosa comporta se è bassa, per una gravidanza? Quando si parla di fertilità femminile, questo è un aspetto molto importante: rappresenta la quantità di ovociti presenti nelle ovaie, dai quali mensilmente si svilupperà un ovulo maturo da rilasciare nelle tube al fine del concepimento. In pratica è una sorta di “banca delle risorse”, che si esauriscono progressivamente nel corso della vita fertile di una donna, per arrivare a zero con la menopausa. Come è facile intuire quindi la riserva ovarica è influenzata dall’età, ma esistono anche altri fattori. Di certo, se è bassa, soprattutto rispetto alla giovane età, può essere preoccupante: è più difficile concepire un bambino in modo naturale, tuttavia, non è impossibile. Dunque, con una riserva ovarica bassa si può avere una gravidanza? E cosa bisogna fare per ottimizzare i tempi ed i risultati? Quali sono le cause, come si diagnostica e quali le possibili strade per realizzare il desiderio di una maternità? Di seguito tutte le risposte, preziose per affrontare il percorso con consapevolezza e serenità.

Riserva ovarica bassa: le cause
La causa più comune di una riserva ovarica bassa è l’età. È fisiologico che con il passare del tempo il numero di ovociti diminuisca: le donne nascono con un numero prefissato di follicoli e, a partire dalla pubertà, ogni ciclo comporta la perdita di alcuni di essi. Questo processo accelera soprattutto dopo i 35 anni e conduce, in ultima analisi, alla menopausa, quando non si ha più il ciclo perché non c’è più ovulazione, in assenza di nuovi ovociti! Tuttavia, la riserva ovarica può essere ridotta anche per altri motivi:
- genetici: alcune donne hanno una riserva più bassa a causa di variazioni genetiche che accelerano l’esaurimento follicolare
- precedenti trattamenti medici: chemioterapia, radioterapia o alcuni interventi chirurgici alle ovaie possono ridurre drasticamente la quantità di ovociti
- patologie come l’endometriosi o altre condizioni che danneggiano la struttura ovarica
- insufficienza ovarica prematura: è dovuta ad un esaurimento precoce dei follicoli ed in genere comporta una menopausa precoce, anche prima dei 40 anni.
- stile di vita: fumo, esposizioni ambientali a sostanze tossiche, obesità ed altre cattive abitudini possono accelerare l’invecchiamento ovarico.
Queste cause possono agire singolarmente o in combinazione, e spesso non esiste un’unica spiegazione semplice per una riserva ovarica ridotta. In ogni caso, non significa automaticamente “impossibilità di concepire”, ma solo che le opportunità e dunque le probabilità di successo possono diminuire più rapidamente rispetto alla norma.
Riserva ovarica bassa: come si fa la diagnosi
Se una gravidanza non arriva nonostante l’età fertile o se si è avanti negli anni e si vuole avere un bambino, è importante fare dei test specifici. Sostanzialmente sono tre e spesso è preferibile eseguirli in combinazione.
1. Dosaggio dell’ormone antimulleriano (AMH): è prodotto dai follicoli ovarici. Più è alta la sua concentrazione nel sangue, maggiore è la riserva ovarica e viceversa. È un test molto pratico poiché può essere fatto in qualsiasi momento del ciclo mestruale.
2. Conta dei follicoli antrali (AFC): si esegue con un’ecografia transvaginale; va effettuata nei primi giorni del ciclo; ha l’obiettivo di contare i follicoli visibili nelle ovaie. Un numero basso di questi è indicativo di riserva ridotta.
3. Altri esami ormonali. Il dosaggio di FSH (ormone follicolo-stimolante) e, se necessario, di altri ormoni come l’estradiolo o l’inibina B, può fornire informazioni aggiuntive sulla funzione ovarica, soprattutto in relazione alla risposta alle stimolazioni in un percorso di fecondazione assistita.
È importante sottolineare che nessun test può prevedere con assoluta certezza la capacità di concepire naturalmente: i risultati aiutano a stimare la riserva ovarica e a pianificare al meglio un percorso di fecondazione assistita, ma non annullano -o garantiscono- le possibilità di gravidanza spontanea.
Riserva ovarica bassa e gravidanza naturale: cosa occorre sapere?
Una gravidanza naturale in presenza di una riserva ovarica bassa/ridotta dunque è possibile? Assolutamente sì, ma può non essere semplice. Esistono alcune considerazioni importanti da fare e da tenere a mente, per avere le giuste aspettative e un’adeguata consapevolezza, anche dei tempi su cui non indugiare. Quali?
- La quantità non è tutto! Il valore della riserva ovarica indica quanti follicoli possono potenzialmente essere disponibili, ma non parla di qualità: per concepire un bambino basta un solo ovocita sano e vitale, mentre 1000 insani non garantiscono il successo.
- Età e fertilità naturale. Con il passare degli anni in generale, diminuisce anche la qualità genetica degli ovuli! Si va incontro ad anomalie cromosomiche e ad un maggior numero di aborti spontanei.
- Monitoraggio dell’ovulazione. Per chi sceglie di provare naturalmente, è molto utile monitorare i cicli e i momenti dell’ovulazione, per ottimizzare i rapporti nei giorni migliori. Questo può aumentare le probabilità di concepimento, anche se restano comunque correlate alla disponibilità di ovociti di buona qualità.
In sintesi: sì, è possibile concepire naturalmente nonostante una riserva ovarica bassa, ma potrebbe essere più impegnativo e richiedere tempi più lunghi e un’attenta pianificazione insieme a un medico esperto. E perdere tempo quando si hanno pochi ovociti a disposizione non è sempre una buona idea. È una scelta personale, che va fatta con consapevolezza.
Riserva ovarica bassa: tutte le soluzioni per concepire un bambino
Se dopo una valutazione accurata emergono difficoltà concrete nel concepire un bambino in modo naturale, è utile rivolgersi ad uno specialista della fertilità. La scienza offre oggi diverse opzioni di trattamento, sempre personalizzate in base all’età, ai valori ormonali e alla storia clinica individuale. Sono le seguenti:
- Stimolazione ovarica e rapporti mirati: in alcuni casi, il medico può suggerire farmaci per stimolare l’ovulazione e quindi ottimizzare i momenti dei rapporti intimi. Questo può aumentare le opportunità di concepimento senza ricorrere subito alla PMA.
- Inseminazione intrauterina (IUI): è una procedura in cui gli spermatozoi vengono preparati e inseriti direttamente nell’utero nel momento più favorevole, migliorando la probabilità di incontro tra spermatozoo e ovocita. Può essere un passo intermedio, soprattutto con riserva ovarica non troppo compromessa.
- Fecondazione In Vitro (FIVET/ICSI). Quando la riserva ovarica è molto ridotta o le tecniche precedenti non hanno avuto successo, questo è il percorso più efficace. Stimolate le ovaie, si prelevano gli ovociti e quelli sani vengono fecondati in laboratorio. L’embrione ottenuto si trasferisce poi nell’utero materno. Esistono anche varianti come il Natural cycle IVF (che sfrutta un ciclo il più possibile naturale per prelevare un ovocita) e la donazione di ovociti (eterologa) quando la riserva è estremamente bassa e non permette di ottenere ovociti sufficienti o di buona qualità.
- Congelamento degli ovociti. Per le donne che non sono ancora pronte ad avere una gravidanza ma vogliono preservare la fertilità, questa è un’opzione utile, soprattutto se effettuata prima dei 35 anni. Gli ovociti congelati potranno essere impiegati in futuro per una fecondazione in vitro.
In conclusione, avere la diagnosi di una riserva ovarica bassa, non è una condanna all’infertilità. La giusta consapevolezza e la consulenza con un ginecologo esperto in medicina della riproduzione possono portare, con un percorso personalizzato verso una gravidanza naturale o con il supporto della fecondazione assistita. La dottoressa Monica Antinori, con competenza, sensibilità e anni di esperienza nella PMA, è una professionista affidabile. Qui i contatti per un appuntamento.


