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Cosa sono i follicoli antrali? Come si contano e che importanza hanno nella possibilità di avere un bambino per una donna? Si tratta di piccole “sacche” presenti nelle ovaie, che hanno un ruolo cruciale nella fertilità femminile. Contengono gli ovuli che poi verranno rilasciati mensilmente nel corso di un’ovulazione. Ogni donna nasce con un numero predeterminato di follicoli, che andranno via via diminuendo mestruazione dopo mestruazione. Dunque, un loro conteggio è particolarmente prezioso per comprendere quante chance ha una donna per concepire un figlio, sia naturalmente che con tecniche di fecondazione assistita, poiché è indicativo dei potenziali ovuli a disposizione. Spesso, durante una visita ginecologica -soprattutto dopo i 35-40 anni, o durante accertamenti per la fertilità, può essere proposta un’ecografia mirata proprio alla conta di tali follicoli antrali, indicativa di quella che viene definita come “riserva ovarica”. Scopriamo insieme nel dettaglio cosa sono, come si misurano ed in quale momento, ma anche cosa comporta averne un numero basso.

Follicoli antrali: cosa sono e come si contano

Follicoli antrali: cosa sono e cosa significano per l’ovulazione

Cosa sono i follicoli antrali? Si tratta di piccole strutture, simili a sacche, presenti nelle ovaie sin dalla nascita di una donna. Contengono gli ovociti, ovvero i gameti femminili destinati alla riproduzione. Ogni mese, durante l’inizio di un ciclo mestruale, in quella che è definita la fase follicolare, l’azione degli ormoni induce lo sviluppo di alcuni di questi, che entrano quindi in uno stadio definito “antrale”: in questo momento hanno una piccola cavità piena di liquido — l’antrum — che li rende visibili ecograficamente. Contengono ovuli immaturi, che potenzialmente possono crescere e diventare “dominanti” in un ciclo mestruale. Di solito solo uno o al massimo due, subiscono questa maturazione fino a rilasciare un ovocita (ovulazione). Il fatto che si possano contare ecograficamente ne rende facile la stima della quantità presente ed in sviluppo in un preciso momento.

Follicoli antrali e riserva ovarica

Il concetto di riserva ovarica, particolarmente importante per la fertilità femminile, è strettamente legato al numero dei follicoli antrali. Questa, infatti, rappresenta la quantità di ovociti “disponibili” per una donna, anche se va detto che non tutti saranno rilasciati e molti potrebbero non avere la dovuta qualità. Il conteggio dei follicoli antrali (o AFC, Antral Follicle Count) è uno dei test più comuni per stimare la riserva ovarica. Più follicoli sono visibili a questa particolare ecografia, maggiore è la possibilità di ovulare e concepire un bambino nei mesi a venire. Di contro, un loro basso numero rappresenta una potenziale implicazione negativa per la fertilità, soprattutto se si sta cercando una gravidanza naturale o con procreazione medicalmente assistita. Non va comunque dimenticato un altro aspetto a tal fine però: la conta dei follicoli antrali fornisce informazioni solo sulla loro quantità e non qualità: quelli esistenti, qualunque sia il numero, non sono sempre tutti necessariamente “buoni” per essere fecondati. I risultati dell’ecografia di conta vanno quindi interpretati dallo specialista in un contesto clinico più ampio e magari in combinazione con altri test come il dosaggio dell’ormone antimülleriano (AMH). Da sottolineare infine: il numero di follicoli antrali fisiologicamente diminuisce con l’età.

Follicoli antrali, come si contano, quando e perché

Il conteggio dei follicoli antrali, dunque, avviene tramite un’ecografia transvaginale, indagine diagnostica non invasiva, tanto semplice quanto precisa. Durante tale esame lo specialista conta tutti i follicoli visibili che rientrano in un determinato range di dimensioni (dai 2 ai 10 mm di diametro). Il momento ideale per sottoporsi a tale test per avere informazioni più precise è sicuramente l’inizio del ciclo mestruale, preferibilmente tra il 2° e il 5° giorno del ciclo. A completezza della valutazione della riserva ovarica all’ecografia si abbina spesso un dosaggio del AMH e del FSH. Il conteggio dei follicoli antrali è dunque un test fondamentale per la valutazione della fertilità femminile. Aiuta a comprendere quanto l’ovaio possa rispondere, per esempio, in un percorso di fecondazione assistita. Il conteggio serve anche a pianificare protocolli di stimolazione ovarica, con il giusto dosaggio di farmaci ormonali, ed è utile per le donne che vogliono capire il proprio “potenziale riproduttivo” o “tempo della fertilità”, ovvero quanto manca alla menopausa. Inoltre, se i test indicano valori molto bassi, possono essere consigliate strategie alternative, come la crioconservazione ovocitaria o un percorso PMA più mirato, come l’ovodonazione. Dipende sempre dal singolo caso.

Conta follicoli antrali, a chi rivolgersi e cosa fare se è bassa

Per effettuare la conta dei follicoli antrali, soprattutto se si sta cercando una gravidanza senza successo, è importante richiedere la consulenza di un ginecologo esperto in fertilità e medicina riproduttiva, che in base ai risultati di questa indagine può suggerire ulteriori approfondimenti e/o soluzioni. Non esiste un “numero perfetto” uguale per tutte le donne: il valore normale dipende dall’età, dal contesto clinico e da altri esami. E numeri bassi non significano necessariamente infertilità come quelli alti non sono garanzia di gravidanza (serve anche qualità). Per tale motivo, lo specialista deve avere esperienza in materia, per una valutazione clinica completa ed approfondita. La dott.ssa Monica Antinori, è la professionista giusta: qui tutti i contatti per un primo appuntamento.

 

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