Esistono integratori per migliorare la qualità degli ovociti? Questa è una domanda molto frequente che le donne come te che stanno cercando di rimanere incinte, con qualche difficoltà, si pongono. Talvolta vengono anche proposti da specialisti in ginecologia e come supporto a trattamenti di PMA (Procreazione Medicalmente Assistita) e ciò fa ben sperare sulla loro efficacia. Tuttavia, la risposta al quesito non è semplice. Cerchiamo di capire insieme se effettivamente servono, quando e come assumerli e cosa dice la scienza. In questo modo potrai avere un quadro più completo sul tuo percorso verso la maternità.

Cosa sono gli integratori per la fertilità e quando hanno davvero senso
Al giorno d’oggi, nell’immaginario comune, sembra che gli integratori siano la panacea di tutti i mali. In realtà così non è. Si tratta di supporti alla dieta che vanno impiegati esclusivamente in caso di necessità, come quando si è in presenza di una carenza nutrizionale o di un aumentato fabbisogno. Soprattutto è inopportuno il fai-da-te, mentre può essere utile un’integrazione personalizzata e con i giusti dosaggi, su suggerimento specialistico e solo dopo avene evidenziato la necessità con i dovuti esami clinici. In pratica, prima di prendere qualunque integratore è fondamentale aver chiaro in mente il perché farlo e se davvero serve. A tal proposito è essenziale partire dalle basi, ovvero dal proprio stile di vita: alimentazione sana e bilanciata, attività fisica regolare, niente fumo né alcol, sono questi i pilastri per aumentare le chance di concepimento, e gli integratori, se necessari, possono essere prescritti come “aiuto” aggiuntivo.
Integratori per migliorare qualità ovociti: quali sono?
La scienza da tempo studia l’efficacia di vari nutrienti per la salute riproduttiva femminile ed alcuni sono stati evidenziati come potenzialmente utili. Tra questi troviamo:
- Acido folico (Vitamina B9): è particolarmente prezioso per la divisione cellulare e utile nella funzione ovarica. In particolare, è utile nella fase di ovogenesi, ovvero quel processo fisiologico di sviluppo delle cellule ovocitarie. Non a caso alcuni studi scientifici hanno evidenziato questi aspetti benefici della sua assunzione anche in percorsi di fecondazione assistita: una produzione maggiore di ovociti maggiori e di buona qualità dopo la stimolazione ovarica. Il consiglio è quello di iniziarne l’assunzione almeno un mese prima del possibile concepimento (se si sta cercando una gravidanza in modo naturale o con fecondazione assistita), con una dose di circa 400 µg al giorno. È nota la sua efficacia nella prevenzione dei disturbi del tubo neuronale del feto (come la spina bifida) ed il suo fabbisogno quotidiano aumenta rispetto alla norma, durante la gestazione.
- Omega‑3 (EPA, DHA, ALA): sono acidi grassi essenziali con effetti antinfiammatori ed in grado di supportare la salute degli ovociti. In che modo? Non è ancora del tutto chiaro, tuttavia alcune ricerche recenti evidenziano taluni aspetti: maggiori livelli di Omega-3 sembrano aiutare la riserva ovarica e la qualità degli ovociti, si suppone per la loro attività antinfiammatoria; aiutano a ridurre i livelli di FSH (ormone follicolo stimolante); contribuiscono ad abbassare i livelli di infiammazione cronica correlata ad infertilità in alcune condizioni come l’endometriosi.
- Coenzima Q10 (CoQ10): è un potente antiossidante che sembra favorire la funzione mitocondriale delle cellule uovo e può contribuire a migliorarne la qualità — specialmente dopo i 35 anni, secondo recenti studi scientifici.
- Inositolo: particolarmente utile in caso di sindrome dell’ovaio policistico (PCOS). Aiuta a regolarizzare i cicli mestruali e favorire l’ovulazione. Secondo alcuni studi ancora da approfondire inoltre questa sostanza simil vitaminica se assunta almeno un mese prima di un trattamento di fecondazione assistita sembra migliorare la qualità degli ovociti e degli embrioni; altri lavori scientifici invece suggeriscono una sua potenziale efficacia nei casi di riserva ovarica ridotta. In entrambi i casi, servono studi clinici ulteriori per avere certezze terapeutiche.
- Vitamine e minerali antiossidanti (Vitamina C, Vitamina E, carotenoidi, Zinco, Selenio): aiutano a proteggere gli ovociti dallo stress ossidativo.
Quando e come assumere gli integratori per migliorare la qualità degli ovociti
Se dopo indagini personalizzate, richieste e valutate da un medico specialista si evidenzia una carenza nutrizionale tale da necessitare un’integrazione, si può procedere. È preferibile farlo con almeno 3–4 mesi di anticipo rispetto al primo tentativo di concepimento, per dare tempo agli ovociti di rispondere, all’eventuale efficacia. È importante essere costanti nell’assunzione degli integratori prescritti: ogni giorno, possibilmente durante i pasti principali o secondo indicazioni per migliorarne l’assorbimento, ma è anche essenziale seguire una dieta equilibrata ed uno stile di vita sano, così come prestare attenzione ai giusti dosaggi. In conclusione, gli integratori per migliorare la qualità degli ovociti possono essere utili, ma solo se inseriti in un percorso serio e personalizzato e per molti gli studi scientifici atti a garantirne efficacia e sicurezza sono ancora troppo precoci. Se stai cercando di avere un bambino ed hai difficoltà, puoi chiedere una consulenza specialistica alla dottoressa Monica Antinori, ginecologa e luminare che ha fatto già nascere più di 1600 bambini con la fecondazione assistita. Qui i suoi contatti per un appuntamento.


