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L’assenza di muco cervicale può essere un sintomo di gravidanza? Sostanzialmente quando si cerca un bambino, si pensa spesso a “segnali” più tradizionali, come il ritardo delle mestruazioni, la nausea, la tensione mammaria o la stanchezza. Eppure, anche la valutazione della quantità e qualità di muco presente sulla cervice può offrire indizi importanti sulla nostra salute riproduttiva. Non a caso è anche un indicatore del periodo fertile! Ecco tutto quello che devi sapere al riguardo: cos’è, a cosa serve, come cambia durante il ciclo e cosa potrebbe significare se è assente, dalla eventuale gravidanza ad altre possibili spiegazioni.

Assenza muco cervicale sintomo gravidanza: tutto quello che c’è da sapere

Muco cervicale, cos’è

Quando si parla di “muco cervicale” si fa riferimento ad una sostanza secreta dalla cervice uterina. È composto principalmente di acqua, che ne rappresenta in media circa il 90% con picchi fino al 98% nel periodo fertile della fase ovulatoria. Al suo interno sono comunque presenti numerose altre preziose sostanze: glucosio, proteine solubili, elettroliti (come calcio, potassio, sodio, zinco), senza dimenticare gli anticorpi che svolgono un ruolo di protezione contro infezioni, ma anche nei confronti di spermatozoi che potrebbero essere immunologicamente incompatibili. E questa è una delle sue funzioni principali, come pure quella di lubrificare la cervice per rendere i rapporti intimi meno fastidiosi, e favorire il passaggio dei gameti maschili verso l’ovulo per il concepimento. A tal proposito, nella fase ovulatoria si modifica, diventa più fluido, chiaro, elastico, alcalino e permeabile. Non è questo comunque l’unico cambiamento a cui il muco cervicale è soggetto durante il ciclo mestruale e nelle varie fasi della vita riproduttiva della donna.

Muco cervicale, come cambia nelle varie fasi del ciclo mestruale e/o con l’età

Per saper riconoscere una gravidanza dall’assenza o presenza di muco cervicale è importante conoscerne le sue modifiche strutturali durante il ciclo mestruale. Nella fase follicolare precoce, ad esempio, subito dopo la mestruazione, questo appare denso, bianco e generalmente appiccicoso. Tali caratteristiche servono a creare una barriera difensiva contro batteri e spermatozoi. In prossimità dell’ovulazione, grazie all’aumento degli estrogeni in circolo, il muco diventa più trasparente ed elastico, simile alla chiara di un uomo: questa consistenza favorisce il passaggio degli spermatozoi e dunque agevola il concepimento. Nella fase luteale (post-ovulatoria), invece, con l’influenza di più alti livelli di progesterone, il muco torna ad essere più secco, denso e meno favorevole al passaggio dei gameti maschili. Questo aspetto è visibile anche in gravidanza. E con l’età? Le variazioni ormonali e soprattutto la menopausa possono influenzare la produzione di muco, con quantità e qualità minori, a tal punto da indurre secchezza vaginale.

Assenza di muco cervicale, è sintomo di gravidanza?

Dunque, l’assenza di muco cervicale può essere un indicativo sintomo di gravidanza? La risposta è affermativa, ma non per tutte le donne! La sua produzione si riduce e cambia anche di consistenza: tende a divenire più denso e appiccicoso, soprattutto nei primi tempi post-concepimento. In alcune donne, in questa fase, possono comparire leggere perdite mucose con tracce di sangue, di colore rosato o marrone: un possibile segnale dell’impianto dell’embrione. In altri casi invece, nelle prime settimane di gravidanza è possibile notare un aumento di perdite, di una secrezione bianca e lattiginosa, considerata fisiologica e nota con il nome di leucorrea gravidica: è l’effetto degli estrogeni. È importante distinguerla dalla leucorrea infettiva: non emana cattivo odore, non è pruriginosa e quindi non deve destare preoccupazione. In ambedue i casi, assenza o presenza di muco cervicale, comunque, per avere una vera conferma di gravidanza, serve un test ematico, o delle urine.

Altre possibili cause dell’assenza di muco cervicale

L’assenza di muco cervicale può comunque essere il campanello d’allarme di alcune condizioni che non vanno trascurate. Se non c’è o non cambia mai di consistenza, ad esempio, si potrebbe essere in presenza di disturbi dell’ovulazione (non avviene o non è regolare), e monitorare la temperatura basale può essere un primo step per comprendere meglio la situazione. Altresì può essere indicativa di alterazioni ormonali, come la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) o condizioni legate ad altri squilibri: in tali casi si può avere assenza o riduzione marcata di muco. Alcuni farmaci, stress e condizioni genetiche preesistenti possono invece essere la causa di secchezza vaginale, così come infiammazioni croniche o infezioni cervicali sono in grado di modificarne consistenza e composizione. In tali casi è utile sempre approfondire con l’ausilio di un medico ginecologo. Va sottolineato: la quantità e consistenza è soggettiva, per cui è utile sempre osservare per un pochino di tempo la situazione, per avere un parametro adeguato e personale di riferimento, prima di allarmarsi.  La dottoressa Monica Antinori, è a disposizione per ogni indagine diagnostica del caso, ma anche per consigli e rassicurazioni, nel tuo percorso verso la maternità. Qui i contatti per un primo appuntamento.

 

 

 

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