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Ricevere la diagnosi di un ovaio microcistico è un evento piuttosto comune che comporta preoccupazione in molte donne, soprattutto per ciò che riguarda la fertilità. Allarmarsi è eccessivo, ma bisogna comunque non sottovalutare il problema, specialmente nel caso di mancato concepimento di un bambino, nonostante i tentativi. È opportuno in questi casi rivolgersi ad uno specialista per valutare la situazione, ma prima ancora chiarirsi le idee su cosa effettivamente significa. Dunque, cosa si intende con ovaio microcistico? Cosa comporta e quali possibilità ci sono di avere una gravidanza per le donne che ne sono affette? Scopriamolo insieme.

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Cos’è l’ovaio microcistico?

Quando si parla di ovaio microcistico si fa riferimento ad una condizione caratterizzata dalla presenza nelle ovaie di numerosi follicoli, di dimensioni inferiori alla norma (ovvero sotto i 10 mm di diametro). Questi non riescono a maturare completamente e come molti altri follicoli anche di dimensioni normali, non sono in grado di produrre un ovocita dominante da rilasciare nelle tube al fine del concepimento di un bambino. Il problema è che non vengono espulsi dall’organismo con il flusso mestruale, ma rimangono nelle ovaie. Visibilmente, durante un’ecografia di controllo, sembrano quindi una serie di piccole cisti e da qui la terminologia medica che li definisce. Non è chiara la causa della loro presenza con siffatte caratteristiche, anche se si ritiene che possa essere riconducibile a fattori genetici, ormonali e/o ambientali. Di fatto l’ovaio microcistico è spesso correlato ad alterazioni ormonali, che possono influenzare la regolarità del ciclo mestruale, talvolta anche inibendo l’ovulazione. Nonostante tale disturbo sia spesso diagnosticato durante controlli di routine, o per difficoltà a rimanere incinta, non sempre è legato ad infertilità: il suo impatto sulla salute riproduttiva varia significativamente da donna a donna. Molte riescono a concepire bambini in modo assolutamente fisiologico e sono prive di sintomi evidenti, mentre altre necessitano di un supporto medico specialistico, e talvolta anche della fecondazione assistita.

Ovaio microcistico, policistico, multifollicolare: facciamo chiarezza sulle differenze!

Quando si parla di fertilità e ovaio microcistico però bisogna essere precisi! Spesso questa condizione viene confusa con altre con terminologie simili, come l’ovaio policistico o quello multifollicolare. È fondamentale fare chiarezza sulle differenze, soprattutto quelle che possono riguardare la salute riproduttiva. Ecco quindi un piccolo vademecum:

  • Ovaio microcistico: è caratterizzato da ovaie che presentano numerosi piccoli follicoli, ma non sempre in quantità eccessiva; si tratta di follicoli immaturi che non sviluppano e non riescono a produrre ovuli durante il ciclo mestruale.  Può essere asintomatico.
  • Ovaio policistico (PCOS): è invece una condizione di origine ormonale in cui le ovaie producono un numero particolarmente alto di follicoli, che non riescono a maturare completamente. È associata a sintomi ben specifici come il ciclo mestruale irregolare, l’irsutismo (crescita eccessiva di peli), acne, e aumento di peso. È inoltre una delle cause più frequenti di infertilità.
  • Ovaio multifollicolare: in questo caso i follicoli sono numerosi, di dimensioni normali e molti raggiungono la dovuta maturazione, necessaria all’ovulazione. Tuttavia, può comportare lievi irregolarità mestruali, ma certamente non in modo importante da compromettere la fertilità.

Ovaio microcistico, cosa comporta? Sintomi e complicazioni

L’ovaio microcistico spesso viene diagnosticato durante ecografie di controllo routinarie, o più raramente in caso di approfondimenti per mancate gravidanze. Alcune donne però possono presentare una particolare sintomatologia, caratterizzata sostanzialmente da un ciclo mestruale irregolare, talvolta lungo o assente, associato quindi anche a difficoltà nella fase ovulatoria. Ciò ovviamente può influenzare la fertilità, ma non sempre e comunque non in modo definitivo. Tra gli altri sintomi, quelli compatibili anche con l’ovaio policistico, ovvero i seguenti:

  • acne e pelle grassa
  • irsutismo
  • aumento di peso
  • difficoltà a perdere peso

La parola “cisti” induce spesso un’altra preoccupazione oltre quella per la fertilità: questi follicoli possono evolvere in una forma di cancro ovarico? Alla luce degli studi scientifici finora condotti non sembra esistere una correlazione. Ciononostante, la condizione può complicare il monitoraggio della salute ovarica: basta rivolgersi ad un medico ginecologo esperto ed attento.

Ovaio microcistico: quali possibilità per una gravidanza?

Dunque, una donna affetta da ovaio microcistico che possibilità ha di avere una gravidanza? La domanda è lecita, poiché questa condizione può essere associata a difficoltà nel concepire un bambino, a causa dell’irregolarità del ciclo e talvolta della mancata ovulazione. È importante però parlare al condizionale, perché alcune donne riescono a rimanere incinte in modo naturale. Altre invece possono avere bisogno di trattamenti medico-specialistici. Quali? Ad esempio, con il monitoraggio costante dell’ovulazione, attraverso vari metodi, per individuare la cosiddetta “finestra fertile”, o con l’impiego di farmaci che stimolano l’ovulazione come il clomifene citrato o gonadotropine. In taluni casi può invece essere necessario il ricorso alla fecondazione in vitro. Le probabilità di gravidanza in caso di ovaio microcistico, sono molto variabili quindi, e dipendono da vari fattori. Ogni caso è a sé stante e va valutato con la consulenza di un ginecologo esperto in fertilità.

Ovaio microcistico e gravidanza, a chi rivolgersi?

Se si ha già una diagnosi di ovaio microcistico, o se si sospetta e si sta cercando di concepire un bambino senza successo, è utile rivolgersi ad un ginecologo, preferibilmente esperto in infertilità o endocrinologia. Questi suggerirà una serie di esami (ecografia e dosaggi ormonali), per avere un quadro completo della situazione e determinare quindi la gravità della condizione e conseguentemente la strategia più adatta al caso e alla coppia. La dottoressa Monica Antinori, esperta in questo campo e responsabile per la PMA della Clinica Raprui, sottolinea spesso l’importanza di non arrendersi e di seguire un piano terapeutico personalizzato. Qui tutti i contatti per un appuntamento.

 

 

 

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