Skip to main content

Embrioni in terza giornata, quando attecchiscono? Per rispondere a questa domanda occorre comprendere a fondo tutto il processo dello sviluppo embrionale, sia naturale che tramite fecondazione in vitro (FIV). Questa è una delle tecniche di PMA -Procreazione Medicalmente Assistita- maggiormente impiegate per aiutare le coppie a superare problemi di infertilità ed è caratterizzata da un lungo e complesso percorso: gli ovociti vengono prelevati dopo una stimolazione ovarica e fecondati in laboratorio con gli spermatozoi; in provetta si assiste alla formazione dell’embrione che viene poi trasferito in utero al terzo o al quinto giorno del suo sviluppo. Ecco tutto quello che occorre sapere al riguardo e a chi rivolgersi.

Embrioni in terza giornata quando attecchiscono

Embrioni come ed in quanto tempo si sviluppano in una fecondazione in vitro

In un percorso di fecondazione in vitro gli ovociti possono essere fecondati in laboratorio con la tecnica della FIVET o con quella dell’ICSI (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo). In una provetta, dunque, prende il via lo sviluppo embrionale che va attentamente monitorato al microscopio. Già nelle prime ore si assiste ad una serie di trasformazioni, caratterizzate da divisioni cellulari rapide. Inizialmente lo zigote si divide in due cellule, che poi diventano 4 e alla terza giornata 6-8. A questo punto iniziano a compattarsi. Il quinto giorno è quello dello stadio definito di blastocisti. In tale fase l’embrione ha due strutture cellulari principali: la massa cellulare interna, che diventerà il feto, e il trofoectoderma, che formerà la placenta e gli altri annessi necessari alla gravidanza. Il trasferimento degli embrioni può avvenire sia al terzo giorno, quando l’embrione è ancora a otto cellule, sia al quinto giorno, quando è una blastocisti. Dipende dai singoli casi che il medico specialista valuta solitamente in base all’anamnesi della coppia infertile.

Embrioni in terza giornata o blastocisti: quali è meglio trasferire in utero?

La principale differenza tra embrioni di terza giornata e blastocisti risiede nel loro stadio di sviluppo che è correlato anche alla capacità di attecchire nell’utero. Nel terzo giorno si è ancora in una fase di divisione cellulare attiva, in assenza delle strutture necessarie all’annidamento nell’endometrio. In natura l’ovulo fecondato impiega circa 5-6 giorni per spostarsi dalle tube fino all’utero e quindi si impianta sempre allo stadio di blastocisti. Da ciò è facile comprendere come gli embrioni di terza giornata siano da considerare più delicati e meno prevedibili in termini di sviluppo futuro. Tuttavia, in una fecondazione in vitro vanno valutati diversi aspetti per decidere.  Nella storia della medicina riproduttiva va rilevato come in passato il transfer avvenisse esclusivamente in terza giornata, poiché non si avevano informazioni o adeguate tecnologie per supportare in vitro lo sviluppo fino alla blastocisti. E ciò ha comunque portato alla nascita di tantissimi bambini. Oggi le cose sono cambiate e sempre più spesso si opta per il trasferimento in utero il quinto giorno. Si tratta di un’opzione terapeutica in più: l’embrione ha superato una fase delicata, è forte ed è maggiore quindi la probabilità che attecchisca, ma non è una garanzia. La scelta tra trasferire embrioni al terzo giorno o aspettare fino al quinto giorno dipende da vari fattori, inclusa la qualità degli stessi e la storia clinica della coppia.

Embrioni in terza giornata e attecchimento: come avviene e in quanto tempo

L’attecchimento è il processo in cui l’embrione si attacca alla parete dell’utero per avviare il suo ulteriore sviluppo come feto e poi bambino. In natura questo avviene di solito entro 6-10 giorni dalla fecondazione, periodo nel quale l’embrione invia segnali chimici che preparano l’endometrio all’impianto. Se tutto procede correttamente, l’embrione si attacca alla parete uterina e inizia a formare il trofoblasto, che darà origine alla placenta. I segnali chimici rilasciati dall’embrione, come l’hCG (gonadotropina corionica umana), sono cruciali per mantenere la gravidanza. In una fecondazione in vitro le tempistiche sono le stesse: quando gli embrioni di terza giornata vengono trasferiti nell’utero, impiegano circa 48 ore per completare la compattazione e raggiungere lo stadio di blastocisti. A questo punto devono “schiudersi” dal loro involucro protettivo, la zona pellucida, per potersi impiantare nell’endometrio, praticamente “scavandone” il tessuto. È la fase definita come impianto, o annidamento o attecchimento ed è quella che dà il via alla gravidanza. Questo processo si completa generalmente intorno al 14° giorno successivo alla fecondazione, quando è possibile eseguire le analisi del sangue per verificare l’effettivo inizio della gravidanza.

Fecondazione assistita e trasferimento embrione a chi rivolgersi e perché

Scegliere un centro di fecondazione assistita e uno specialista di fiducia è fondamentale per aumentare le probabilità di successo della FIV. La dottoressa Monica Antinori è una delle esperte più rinomate in questo campo. Con anni di esperienza e una solida formazione in medicina della riproduzione, offre una gamma completa di servizi di PMA, inclusi consulenza, diagnosi e trattamenti personalizzati. Rivolgersi a specialisti come la dottoressa Antinori significa avere accesso a tecnologie all’avanguardia e a un approccio personalizzato, basato sulle esigenze specifiche di ogni coppia. Con il suo team, lavora a stretto contatto con i pazienti, fornendo supporto emotivo e medico durante tutto il percorso della fecondazione assistita. In conclusione, la fecondazione in vitro è un processo complesso che richiede una comprensione approfondita delle fasi di sviluppo embrionale e delle tecniche di trasferimento degli embrioni. La scelta tra embrioni di terza giornata o blastocisti dipende da molti fattori, e il supporto di esperti come la dottoressa Monica Antinori può fare una differenza significativa nelle probabilità di successo del trattamento.

Prenota visita