L’ovodonazione è una tecnica di Procreazione Medicalmente Assistita in grado di offrire una speranza in più a molte coppie che lottano contro l’infertilità. Come si evince dal nome, si basa sull’impiego di ovuli donati da una donna – anonima – che li offre in modo volontario e gratuito, secondo quanto stabilito dalla legge italiana. È una opzione terapeutica necessaria laddove la futura mamma non abbia disponibilità di gameti sani o in presenza di ripetuti fallimenti di precedenti trattamenti di fecondazione assistita. I tassi di successo, anche al primo tentativo sono alti. Ecco cosa occorre sapere al riguardo.

1. Cos’è l’Ovodonazione e in quali casi serve?
L’ovodonazione è una procedura di fecondazione assistita che coinvolge l’utilizzo degli ovuli donati da una donna fertile esterna alla coppia, per aiutarne un’altra a concepire. Si definisce per tale motivo anche come fecondazione eterologa. Questa tecnica viene solitamente impiegata quando la ricevente ha problemi di fertilità legati alla capacità di produrre ovuli di qualità sufficiente per una gravidanza di successo. La legge italiana stabilisce i criteri per accedere a questo trattamento che dunque è riservato a donne che rientrano nelle seguenti condizioni:
- Precedente asportazione di ovaie (menopausa chirurgica)
- Altre cause iatrogene (come la chemio-radioterapia)
- Menopausa precoce ovvero esaurimento degli ovociti o della funzionalità ovarica
- Scarsa qualità degli ovociti che non permette il concepimento o il proseguo dello sviluppo embrionale, ad esempio per anomalie cromosomiche
- Assenza congenita delle ovaie come nella Sindrome di Turner
- Altre condizioni che compromettono la capacità riproduttiva della donna
- In caso di rischio di trasmissione al bambino di una malattia genetica di cui la donna è portatrice
- In presenza di ripetuti fallimenti di altre tecniche di fecondazione assistita omologa o di mancato attecchimento embrionale, ovvero in casi di poliabortività sine causa.
La Legge 40 (e successive modifiche) evidenzia inoltre come tali condizioni debbano essere accertate e certificate, prima di procedere. La fecondazione assistita eterologa ed omologa rimane inoltre concessa nel nostro Paese solo a coppie di sesso diverso, coniugi o conviventi con più di 18 anni, entrambe viventi ed in età “potenzialmente” fertile.
2. Ovodonazione: chi sono e come vengono selezionate le donatrici di ovuli?
In Italia, le donatrici di ovuli devono soddisfare determinati criteri stabiliti dalla legge 40 e successive modifiche. Questi sono:
- Età compresa tra i 20 ei 35 anni
- Buona salute fisica e mentale (ovvero essere in grado di intendere e volere)
- Assenza di malattie genetiche ereditarie (sono escluse le donne che hanno madre o padre ignoti, in quanto diventa difficile stabilire un’anamnesi familiare)
- Assenza di pregresso alcolismo o abuso di sostanze stupefacenti
- Altresì le donatrici non devono svolgere professioni a contatto con radiazioni o sostanze tossiche che possono alterare la qualità degli ovuli.
Le donatrici vengono selezionate attraverso rigorosi processi di screening che includono test medici approfonditi, valutazioni psicologiche e counseling genetico, atto a confermare i suddetti criteri. La donazione deve rimanere gratuita ed anonima, cioè non è possibile donare ovuli direttamente ad una coppia e soprattutto non può sussistere una compravendita. Queste donne devono sottoporsi alla stimolazione ovarica e al prelievo degli ovociti che poi vengono crioconservati.
3. Ovodonazione, come si selezionano gli ovuli?
Come vengono scelti gli ovuli da impiegare in una fecondazione eterologa? In realtà, dopo l’accurata selezione delle donatrici, gli ovuli prelevati vengono crioconservati in specifiche banche. Non è possibile “scegliere” nel vero senso del termine. La normativa italiana vieta l’opzione della preferenza mirata, onde evitare una selezione eugenetica. Semplicemente sarà opera degli specialisti addetti, selezionare ovuli attraverso specifici parametri di compatibilità con la coppia ricevente. Che significa? Spiegando con semplicità: se i futuri genitori sono mediamente alti e con capelli ed occhi scuri, gli operatori si orienteranno sugli ovuli di una donatrice con le medesime caratteristiche; in nessun caso si potrà optare per gli ovuli di una donatrice molto alta, bionda e con occhi chiari!
4. Ovodonazione, quali sono le percentuali di successo al primo tentativo ed in quelli successivi?
Le percentuali di successo dell’ovodonazione possono variare in base a diversi fattori, tra cui l’età della donna che riceve l’ovulo, la qualità degli spermatozoi del partner maschile e la competenza della clinica di fertilità. Tuttavia, i tassi di successo sono generalmente più alti rispetto ad altre tecniche di fecondazione assistita, con alcuni studi che riportano tassi di gravidanza che superano il 50% al primo tentativo. Ciò dipende anche e soprattutto dal fatto che si tratta di ovuli sani, selezionati da giovani donatrici, in un buono stato di salute ed in assenza di patologie genetiche note. È importante notare che, anche se l’ovodonazione offre elevate probabilità di successo, potrebbero essere necessari più tentativi prima di ottenere una gravidanza. I tassi di successo nei cicli successivi salgono ulteriormente, fino quasi al 90%. Ogni anno, secondo i dati nazionali riportati dall’Istituto Superiore di Sanità, sempre più coppie accedono a tecniche di PMA per avere un figlio e sempre maggiori sono i risultati positivi, grazie anche allo sviluppo di tecnologie diagnostiche ed interventistiche sofisticate.
5. Ovuli crioconservati dell’ovodonazione, meglio o peggio?
Un dubbio che attanaglia molte coppie: con l’eterologa, gli ovuli sono necessariamente congelati. Questo trattamento non li rovina? Assolutamente no. Sebbene in passato il problema dal punto di vista tecnologico poteva sussistere, oggi la crioconservazione degli ovuli donati, grazie alle moderne tecnologie, è diventata una prassi comune e sicura in molte cliniche di fertilità: possono essere conservati a basse temperature per periodi prolungati; ciò permette anche di ottimizzare i tempi per la fecondazione, in relazione alla preparazione dell’utero della ricevente, cosa utile ed ormai standardizzata anche nella fecondazione in vitro omologa. Tuttavia, persistono dibattiti scientifici sulla qualità degli ovuli crioconservati rispetto a quelli freschi. Sebbene questi ultimi abbiano tradizionalmente mostrato tassi di successo leggermente più alti, gli ovuli crioconservati stanno diventando sempre più utilizzati e continuano a migliorare grazie agli avanzamenti tecnologici nella crioconservazione.
6. Ovodonazione: a chi rivolgersi
Quando si decide di intraprendere il percorso dell’ovodonazione, è essenziale rivolgersi a una clinica con una vasta esperienza in questo campo. È importante cercare professionisti qualificati, come la Dott.ssa Monica Antinori, che hanno una comprovata esperienza nel campo della fecondazione assistita e che offrono un supporto completo durante tutto il processo. Dalla diagnosi ai trattamenti di I,II e III livello. È consigliabile anche scegliere una clinica che abbia solide collaborazioni con banche di ovuli affidabili e che offra un ambiente confortevole e accogliente per affrontare le sfide emotive associate alla fertilità. Una lista dei centri accreditati si trova nel Registro Nazionale Procreazione Medicalmente Assistita istituito in seno all’ISS (Istituto Superiore di Sanità). Qui tutti i contatti per prenotare una consulenza con la dottoressa Antinori.


