Sterilità di coppia? Si tratta di una condizione più comune di quanto non si pensi: colpisce numerose persone in tutto il mondo e consiste nell’incapacità di concepire un bambino nonostante rapporti intimi regolari e senza uso di contraccezione. Può avere cause sia maschili che femminili e la diagnosi non è sempre facile, seppur essenziale al fine di trovare la giusta terapia o individuare il percorso di fecondazione assistita più idoneo. Ecco cosa occorre sapere al riguardo.

Sterilità di coppia cos’è e definizione
La sterilità di coppia viene definita dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) come l’incapacità di concepire un bambino dopo almeno un anno di rapporti non protetti. Questo periodo viene ridotto a sei mesi per le coppie con più di 35 anni, in quanto l’età avanzata può influire sulla fertilità. Oltre questi termini è consigliato affidarsi alla guida di uno specialista per indagarne le cause. La sterilità può essere classificata come primaria, se la coppia non ha mai avuto figli, o secondaria, se invece ha già concepito in passato ma è incapace di farlo nuovamente. In alcuni casi non è possibile scoprire la causa del problema e si parla di infertilità sine causa.
Sterilità o fertilità, ecco come funziona
Ottenere una gravidanza è un meccanismo fisiologico molto complesso, che ci fa comprendere quanto il corpo umano, ed il sistema riproduttivo in particolare, sia una macchina perfetta! Per avere un bambino occorrono infatti una serie di passaggi:
- il cervello ed il sistema endocrino devono indurre la produzione di specifici ormoni, capaci di far funzionare le ovaie ed i testicoli;
- una volta al mese l’ovaia deve rilasciare un ovulo maturo nelle tube (ovulazione);
- gli spermatozoi devono risalire dalla vagina fino alle tube di Falloppio;
- in un breve arco temporale, noto come finestra fertile, i due gameti devono incontrarsi ed unirsi, ovvero deve avvenire la fecondazione, all’interno di una tuba;
- in poche ore si sviluppa un embrione che continua a viaggiare nelle tube per andare posizionarsi nell’utero;
- in breve, l’embrione si annida nell’endometrio, la parete interna dell’utero, anch’essa preparata all’evento dagli ormoni riproduttivi regolati dal sistema endocrino cerebrale.
Se solo uno di questi passaggi subisce un ritardo, un errato o non completo funzionamento, la gravidanza non si instaura. Può capitare banalmente perché i due gameti non si incontrano, e questo avviene quando i rapporti intimi non coincidono con la finestra fertile, ovvero sono in giorni lontani dall’ovulazione, oppure perché gli spermatozoi non hanno una buona motilità tale da permettere la fecondazione, o l’ovocita sviluppato non è sano; allo stesso modo un livello errato di ormoni in circolo può non aver preparato l’endometrio per l’impianto. Sono questi solo alcuni degli esempi.
Sterilità di coppia, quali cause?
Le cause di infertilità sono numerose e molto varie, talvolta complesse anche da definire. Le statistiche sono chiare al riguardo: il 33% dei casi riguarda la donna, altrettanto l’uomo ed una medesima quota coinvolge ambedue i partner o risulta essere inspiegabile. Nello specifico, circa il 25% delle coppie infertili risulta avere più fattori causali. In ambito femminile il disturbo più comune riguarda l’ovulazione, irregolare o assente, che può essere provocata da squilibri ormonali, stress, ovaio policistico o altre patologie; altre cause includono danni alle tube di Falloppio, fibromi uterini, endometriosi o anomalie nell’utero. Nel genere maschile invece la problematica più frequente è relativa alla qualità o quantità di spermatozoi prodotti: questa può essere influenzata da fattori genetici, infezioni, disturbi ormonali, uso di droghe o alcol, eccessivo stress o esposizione a sostanze tossiche. Altre cause maschili includono malformazioni congenite, ostruzione dei dotti deferenti o problemi di erezione e eiaculazione. L’età avanzata è un’altra delle cause comuni di infertilità di coppia. È molto evidente e nota nelle donne, che intorno ai 50 anni vanno in menopausa, ovvero terminano la loro riserva ovarica di ovociti, meno lo è per gli uomini, che continuano invece a produrre spermatozoi, ma spesso di scarsa qualità con il passare degli anni.
Sterilità di coppia, come si fa la diagnosi?
La diagnosi della sterilità di coppia richiede un’approfondita valutazione medica di entrambi i partner. I test includono solitamente analisi del sangue per valutare i livelli ormonali, uno spermiogramma per la qualità del seme maschile, ecografie per identificare eventuali anomalie nell’utero o nelle tube di Falloppio, ma anche dei testicoli. In base a risultati dubbi o negativi, ovvero che non giustificano l’infertilità può essere necessario eseguire test leggermente più invasivi, come la biopsia testicolare, l’isteroscopia o la laparoscopia diagnostica. Affidarsi ad una clinica per la fertilità è fondamentale, poiché in tale contesto lavorano in team più specialisti, per individuare insieme il giusto iter diagnostico ed applicare poi la corretta terapia, che può coincidere anche con la fecondazione assistita, nelle sue varie e diverse tecniche. La dottoressa Monica Antinori è uno dei ginecologi più quotati a Roma in tal senso: è particolarmente esperta nelle isteroscopie diagnostiche oltre che operative, come documentano numerose testimonianze ed è la responsabile del settore PMA del Centro Raprui per la fertilità che dirige.
Terapie per la sterilità di coppia
Le terapie per la sterilità di coppia dipendono dalle cause specifiche individuate durante la diagnosi. In alcuni casi, possono essere raccomandati cambiamenti dello stile di vita, come una dieta equilibrata, l’esercizio fisico regolare e la riduzione dello stress, quale supporto alle stesse. Se le cause sono legate a infezioni o malattie, possono essere prescritti farmaci specifici o procedure chirurgiche per correggere il problema, sia che riguardi l’uomo che la donna. Tra le opzioni a disposizione degli specialisti e dei pazienti esistono anche diverse tecniche di PMA (Procreazione Medicalmente Assistita).
Fecondazione assistita come terapia per la sterilità di coppia sotto la guida di uno specialista
Nel caso in cui le terapie tradizionali non abbiano successo, la fecondazione assistita può essere una valida opzione. Questo approccio comprende diverse tecniche, come l’inseminazione intrauterina o altre più complesse quali la fecondazione in vitro (FIVET), l’iniezione intracitoplasmatica degli spermatozoi (ICSI) e la donazione di gameti (fecondazione eterologa). La FIVET prevede la stimolazione ovarica per la raccolta di più ovociti che verranno poi fecondati in provetta in un laboratorio. L’ICSI viene comunemente impiegata quando la sterilità è dovuta ad un fattore maschile, ovvero ad una qualità bassa degli spermatozoi: questi vengono prelevati, scelti ed inseriti attraverso un’iniezione direttamente nell’ovocita. Sviluppatosi l’embrione questo viene poi impiantato nell’utero della paziente, che nel frattempo è stata trattata per riceverlo con adeguate terapie, come ad esempio ormoni per preparare l’endometrio. Va sottolineato: non esiste una cura univoca alla sterilità di coppia così come non esiste una tipologia di PMA adatta a tutti, considerata migliore: occorre affidarsi alla guida di uno specialista. Per una consulenza con la dottoressa Monica Antinori, visitare il sito.


