Per le coppie alle prese con problemi di fertilità e tecniche di fecondazione in vitro, un passaggio fondamentale è quello del transfer degli embrioni: è sostanzialmente l’ultimo passo prima del test di gravidanza, un momento prezioso dal forte impatto emotivo più che fisico, carico di timori e al contempo aspettative. Per spezzare un minimo l’ansia è buona cosa sapere di cosa si tratta di preciso, come avviene il transfer degli embrioni e quali sono le indicazioni degli esperti al riguardo.

Transfer embrioni, cos’è
Un transfer embrionale comporta il trasferimento nell’utero della donna di un embrione appena formato attraverso la fecondazione in vitro o crioconservato. Il suo posizionamento -che avviene grazie all’impiego di un sottile catetere- è un passaggio particolarmente delicato e preciso e quindi va eseguito da un professionista esperto sotto guida ecografica. A seconda del caso specifico è possibile il transfer di un unico embrione fino ad un massimo di tre; questi possono essere frutto di una fecondazione omologa, eterologa, doppia eterologa e provenire da un cosiddetto “ciclo a fresco” o da una crioconservazione; il trasferimento può avvenire in diversi momenti del suo sviluppo, in genere il terzo giorno o il quinto, allo stadio di blastocisti. In alcuni contesti, può essere preferibile il trasferimento al sesto o al settimo giorno per permettere un ulteriore sviluppo embrionale e selezionare i più robusti. È lo specialista della fertilità ad individuare caso per caso con la coppia quali siano le soluzioni migliori al fine di raggiungere l’obiettivo sperato.
Come prepararsi al trasferimento di embrioni
Ma come prepararsi? Comunemente il transfer avviene dai tre ai cinque giorni dopo il prelievo ovocitario se si tratta di un ciclo a fresco, mentre in caso di crioconservazione le tempistiche possono cambiare: si sceglie il momento in cui l’utero e l’endometrio della paziente dimostrano di essere nelle migliori potenzialità per accogliere l’embrione favorendone l’attecchimento. Qualunque sia la soluzione terapeutica prescelta, in genere si arriva a questa fase con tante ansie, ma si è avuto lungo tempo per prepararsi seguendo le indicazioni di un esperto in embriologia e PMA, come la dottoressa Monica Antinori. Quali sono? In linea generale le seguenti:
- Assunzione di tutti i farmaci ed integratori eventualmente prescritti
- Mantenimento di uno stile di vita salutare
- Mantenimento del peso forma
- Seguire una dieta sana o quella prescritta dallo specialista, evitando in particolare eccessi di zuccheri (carboidrati) correlati ad infiammazione, anche dell’endometrio
- Evitare temperature estreme poiché possono alterare il sistema riproduttivo ed influire negativamente sugli ormoni per la fertilità (in pratica la sauna non è una buona soluzione per rilassarsi)
- Evitare attività faticose e stress
Per informazioni più specifiche su come prepararsi al meglio è consigliato parlare con lo specialista: ogni caso è individuale, personale e personalizzabile. La dottoressa Monica Antinori, come si evince anche dalle numerose testimonianze, è sempre prodiga di consigli e disponibile per chiarire ogni dubbio.
Transfer embrioni come avviene?
Il dubbio più grande comunemente è quello che riguarda la tecnica di esecuzione. Come avviene il tutto? Quanto dura? Sarà doloroso? Ebbene avere le risposte giuste aiuta sicuramente ad affrontare il transfer con maggiore serenità. È una procedura tanto delicata quanto semplice: simile ad un pap test. Lo specialista della riproduzione dopo aver completato la preparazione e l’ecografia preliminare, applica uno speculum per dilatare il canale vaginale, da dove farà passare un sottile catetere, fino a raggiungere l’utero, sotto guida ecografica. Tramite questo vengono trasferiti gli embrioni. Il tutto di solito ha una durata di pochi minuti, circa 15-30 al massimo e si esegue in ambulatorio. Non richiede l’impiego di un’anestesia generale. Tuttavia, in alcuni casi particolari, il medico potrebbe consigliare una leggera sedazione o un’anestesia locale per ridurre l’ansia o il disagio. La maggior parte delle donne sottoposte a tale procedura non avverte alcun dolore significativo, al massimo un fastidio, proprio come può capitare con un pap test, ma è importante ricordare che le esperienze possono variare da persona a persona, e alcune donne potrebbero non percepire alcun disagio durante il trasferimento. Conclusa la procedura la paziente è solitamente invitata a rimanere sdraiata sulla schiena in relax per almeno un’ora o due.
Transfer embrioni, cosa accade dopo?
Alcuni medici raccomandano il riposo a letto di 24 ore dopo la procedura: è un’accortezza assolutamente comprensibile! Più in generale comunque è utile tornare ad una vita regolare, anche con movimenti a basso impatto (senza salti o sforzi particolari), che possano comunque favorire un buon flusso sanguigno, all’organismo e all’utero, con la speranza di aumentare le possibilità di successo. Vanno evitati bagni caldi, rapporti intimi ed esercizi faticosi. Per il test di gravidanza occorre aspettare circa 2 settimane, 10-14 giorni. È il tempo necessario per valutare la produzione ed i livelli dell’ormone tipico della gravidanza, il beta hCG ed avere risultati affidabili. In genere il centro della fertilità a cui ci si rivolge prenoterà questa semplice analisi del sangue il giorno stesso del transfer. In questo periodo può essere consigliato alla paziente di assumere alcuni farmaci, come il progesterone per supportare la fase luteinica dell’endometrio e migliorare le possibilità di impianto. È importante sottolineare che il successo del trasferimento degli embrioni dipende da molti fattori e non garantisce necessariamente una gravidanza. La donna potrebbe provare sintomi come leggeri crampi o spotting, ma è essenziale evitare il panico o le preoccupazioni e seguire attentamente le istruzioni del proprio medico.


