La visita ginecologica ecografica per chi deve affrontare un percorso di PMA è un’indagine imprescindibile. È fondamentale per ottenere una diagnosi precisa e per valutare la fertilità di una donna, passi necessari per decidere il corretto percorso terapeutico, ma anche per valutarlo passo dopo passo, ad esempio per determinare il giusto momento per un prelievo ovocitario in caso di Fivet. Ecco tutto quello che c’è da sapere al riguardo.

Visita ginecologica con ecografia, quando farla
Una visita ginecologica ecografica dovrebbe rientrare nella tua routine di salute annuale, anche se sei molto giovane. A prescindere da questo, se stai cercando di avere un bambino da tempo, senza successo, è opportuno che tu ti rivolga ad uno specialista della fertilità, dopo 12 mesi di tentativi se hai meno di 35 anni e dopo 6-9 se sei più grande. Una visita ginecologica con ecografia sarà dunque il primo passo che ti troverai ad affrontare: servirà a valutare la presenza di cisti alle ovaie, fibromi uterini, lo spessore dell’endometrio ed altre situazioni che potrebbero compromettere la tua possibilità di concepire o di portare a termine una gravidanza, come un utero setto o una scarsa riserva ovarica. Le linee guida consigliano lo stesso iter, senza attendere le tempistiche relative all’età, anche in presenza di determinate condizioni di salute o fattori di rischio noti compatibili con l’infertilità come le seguenti:
- Alterazioni dei livelli ormonali
- Mestruazioni irregolari o assenti
- Endometriosi
- Anomalie uterine
- Precedenti di malattie a trasmissione sessuale
- Precedenti interventi chirurgici in prossimità degli organi riproduttivi (che potrebbero aver causato danni/ aderenze)
- Esposizione a sostanze tossiche
In base ai risultati dell’ecografia e di altri esami diagnostici il medico ti potrà consigliare uno specifico trattamento di procreazione medicalmente assistita o PMA, personalizzato sulle tue problematiche. Devi però tenere presente che i casi di infertilità di coppia non dipendono solo dalle donne, per cui anche il tuo compagno, insieme a te dovrà affrontare un percorso diagnostico ben preciso.
Visita ginecologica ecografia per PMA, a cosa serve
La visita ginecologica ecografica per la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) viene eseguita per valutare la fertilità di una donna e determinare la fattibilità di un trattamento, come ad esempio la fecondazione in vitro o l’inseminazione intrauterina. Durante questa visita, il ginecologo utilizzerà un dispositivo che impiega onde sonore ad alta frequenza per riprodurre su un monitor le immagini degli organi pelvici: si tratta del comune ecografo. È prassi che l’eco sia fatta per via transvaginale, ma anche quella pelvica-addominale spesso può essere utile e derimente. L’ecografia permette di visualizzare l’utero, le ovaie e le tube di Falloppio, valutare lo spessore dell’endometrio, al fine di rilevare eventuali anomalie o condizioni che potrebbero influire sulla fertilità come cisti o fibromi. Non solo: può aiutare a valutare la quantità e qualità degli ovociti presenti nelle ovaie, nonché la loro maturazione per scegliere il momento giusto per un’inseminazione intrauterina o per un pick up ovocitario in un percorso di fecondazione in vitro. Vediamo meglio nel dettaglio. La visita ginecologica ecografica per la PMA serve ed è consigliata nei seguenti casi:
- Valutazione della fertilità: la visita ginecologica con ecografia è parte integrante dell’iter di diagnosi dell’infertilità di coppia, tra i test essenziali e primari a cui una donna è suggerito sottoporsi.
- Valutazione della riserva ovarica.
- Monitoraggio del trattamento: individuata una causa di infertilità ed avviato un percorso terapeutico, durante un ciclo di fecondazione assistita, l’ecografia ginecologica viene spesso impiegata per monitorare la risposta ovarica alla stimolazione controllata. Attraverso l’ecografia, il medico può valutare la crescita dei follicoli e determinare il momento migliore per la raccolta degli ovociti. Successivamente, le ecografie possono essere ripetute per monitorare l’eventuale impianto embrionale nell’utero.
- Preparazione dell’utero: prima della fecondazione assistita, può essere necessario preparare l’utero per l’impianto embrionale ottimale. Durante la visita ginecologica con ecografia, il medico può valutare lo spessore dell’endometrio (la mucosa interna dell’utero) e la sua idoneità per l’impianto dell’embrione. Questo aiuta a determinare il momento migliore per la procedura di trasferimento dell’embrione.
- Monitoraggio della gravidanza: in caso di concepimento ed attecchimento dell’embrione attraverso una fecondazione assistita, le ecografie ginecologiche serviranno a controllare la crescita e lo sviluppo del feto, verificare la posizione della placenta e valutare lo stato dell’utero, così come avviene in una gestazione fisiologica.
Va evidenziato: la frequenza delle visite ginecologiche con ecografie e le indicazioni, non sono sempre le stesse. Ogni caso è unico e richiede un approccio personalizzato, specifico. Il consiglio è sempre quello di consultare un ginecologo esperto in fertilità come la Dottoressa Monica Antinori, che possa offrire una valutazione accurata del caso di infertilità ed assicurare una guida terapeutica specifica in base alle esigenze.
Visita ginecologica ecografica per PMA con la Dottoressa Monica Antinori
La dottoressa Monica Antinori vanta un’esperienza ventennale nella procreazione medicalmente assistita ed un’altissima specializzazione in ecografia ed isteroscopia. Se il tuo sogno è quello di diventare mamma, ma stai avendo difficoltà, prendi un appuntamento per una visita o una consulenza. Qui.


